7.0
- Band: ANUBIS GATE
- Durata: 01:10:12
- Disponibile dal: 27/08/2007
- Etichetta:
- Locomotive Music
- Distributore: Frontiers
Un piccolo miracolo quello degli Anubis Gate. Il miglioramento a cui hanno assistito i danesi ha dell’incredibile, se consideriamo che il loro livello è cresciuto esponenzialmente da un album all’altro, ed in soli tre album, ci consegnano con il qui presente “Andromeda Unchained” il loro album più valido ed ispirato, nonché un lavoro che può perfettamente competere con ben più blasonate band metal. Questo lavoro, a partire dalla ottima e potentissima produzione, va a colmare le lacune lasciate dal precedente (e pur valido) “A Perfect Forever”: un distacco deciso (ma non completo) dal tipico progressive à-la Dream Theater (abbiamo infatti visto che sono davvero pochi i gruppi che riescono ad avvicinarsi agli originali senza risultare pacchiani, ridicoli e/o tediosi), una coesione maggiore a livello di line up ed un rinnovato sforzo compositivo, tale da rendere alcuni degli arrangiamenti di “Andromeda Unchained” dei veri e propri piccoli gioielli. La svolta modernista del sound della band rende strepitose le bellissime “Snowbound”, “Waking Hour”, “Resurrection Time” (dove ci sembra di avvertire echi di Freak Kitchen all’orizzonte), mentre le vecchie reminiscenze prog heavy metal sono il credo delle più lunghe e strutturate “This White Storm Through My Mind” e “The End of Millenium Road”. A fare da collante ci pensa la ballad acustica “Take Me Home”, intonata dal bassista Henrik Fevre, un esempio di come si possa infarcire di oscurità anche un pezzo composto su chitarra acustica. Su tutto, come un’ombra, aleggiano campionamenti, inserti elettronici, ed in generale un mood cyber che pur distante dall’immaginario egizio evocato dal monicker della band, giova non poco al risultato finale, anche tralasciando il concept lirico vero e proprio. Poi ci pensano le chitarre, dal riffing così serrato, preciso e fantasioso, a completare il lavoro, coadiuvate dal drumming perfetto dello strepitoso Morten Sørensen, a suo agio tra le partiture di “Andromeda Unchained”, l’album della consacrazione della band danese. Era giusto che gli Anubis Gate trovassero la giusta via, lo meritavano. E la cosa bella è che il prossimo eventuale album sarà presumibilmente un capolavoro: “The best is yet to come…”.
