ANVIL – Back To Basics

Pubblicato il 22/03/2004 da
voto
6.5
  • Band: ANVIL
  • Durata: 00:43:16
  • Disponibile dal: //2004
  • Etichetta: Massacre Records
  • Distributore: Self

Signore e signori, ecco a voi l’ormai consueto appuntamento primaverile con la nuova release della band di Lips; molti di voi lo aspettavano con ansia ed infatti, puntuali come un orologio svizzero (nonostante la provenienza canadese!) gli Anvil si sono ripresentati sul mercato discografico del nuovo millennio con il qui presente “Back To Basics”, titolo che rivendica un preciso obiettivo, cioè, come intuibile, il ritorno alle sonorità che avevano contraddistinto la band agli esordi, negli storici “Hard ‘n’ Heavy” e “Metal On Metal”, due parti discografici che, quasi ridondante sottolinearlo, moltissima influenza hanno avuto su tutta la scena heavy metal anni ’80. Una piccola annotazione, prima di addentrarci nei dettagli: mi preme sottolineare che un titolo del genere sarebbe stato forse più adatto al predecessore di questo nuovo “Back To Basics”, ovvero al discreto “Still Going Strong”, sicuramente più meritevole di tale titolo, in quanto nettamente più roccioso e potente di quest’ultima produzione, che si orienta (seppur nel classico stile Anvil) ad un hard rock (misto, come sempre, all’heavy metal d’annata) che si rivela più infarcito di melodia di quanto ci si possa aspettare da un disco degli Anvil. E così, dopo l’ottima opener “Fuel For The Fire” (capolavoro del disco… e dire che se fossero tutte così avremmo un nuovo disco culto per una bandche da troppi anni ormai si adagia nella mediocrità delle sue composizioni!) si passa a “Keep It Up”, classico pezzo alla Anvil, che si rivela poco più di un mero riempitivo, con tante melodie facili e ritmiche scontate, ed alla ‘spiazzante’ “Song Of Pain”, ballad elettrica dalla melodia triste (nella quale filtra un po’ di power metal americano, come si può notare dalla somiglianza con la ben più nota “I Died For You” degli Iced Earth) e dal buon tiro, più che godibile (sicuramente tra i migliori pezzi dell’album). Si continua sugli stessi binari, alternando ritmiche rocciose (ma forse non abbastanza, e ad ogni modo accentuate dalla produzione, molto più fiacca rispetto a quella del suo predecessore) e discrete melodie, alle volte anche troppo appiccicose (si veda la sostanzialmente inutile “Cruel World”, ballad acustica che non regge il passo con la buona “Song Of Pain”); e così, tra pezzi più che sufficienti (“You Get What You Pay For” e “Go Away”) ed altri molto meno riusciti (su tutti l’anonima “The Chainsaw”) si arriva alla conclusione, e le somme che si tirano sono sempre le stesse, da ormai quindici anni a questa parte: lo smalto di una band vincente ai suoi esordi sembra ormai essere perduto, e non sembrano esserci soluzioni. Sembra quasi che Lips e soci vogliano trascinarsi stancamente ed esaustivamente alla fine, e la cosa va ormai avanti da parecchi anni, perché i dischi per i quali la band è divenuta famosa e sono entrati nella storia della musica che più amiamo sono davvero storia (troppo) passata. In conclusione, il ‘solito’ discosolamente discreto per una band la cui fama lascerebbe presagire qualcosa di più… ma per tutti gli aficionados del gruppo questo non rappresenterà sicuramente un problema; per tutti gli altri è consigliabile al massimo un rapido ascolto, con la consapevolezza di poter usufruire di prodotti migliori che escono sul mercato oggigiorno.

TRACKLIST

  1. Fuel For The Fire
  2. Keep It Up
  3. Song Of Pain
  4. You Get What You Pay For
  5. The Chainsaw
  6. Can't Catch Me
  7. Go Away
  8. Bottom Feeder
  9. Cruel World
  10. Fast Driver
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