ANVIL – Strength Of Steel 2011

Pubblicato il 13/01/2012 da
voto
6.5
  • Band: ANVIL
  • Durata: 00:42:14
  • Disponibile dal: 28/11/2011
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe

Per soddisfare la curiosità dei collezionisti più implacabili e dei nostalgici delle cosiddette sonorità ‘classic’, la SPV si prodiga nel ristampare tre dischi degli Anvil usciti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Il qui presente “Strength Of Steel” è il primo capitolo di questa operazione di restauro messa in piedi dalla label tedesca. Uscito nel 1987, questo lavoro segna il ritorno in pista della band canadese, che per una serie di circostanze sfavorevoli ha perso il treno del successo dopo la pubblicazione dell’ottimo “Forged In Fire”. A questo punto bisogna cercare di capire cosa realmente frullava nella testa dei ragazzi in quel periodo, dato che il risultato finale (voto 6.0) è un ibrido affatto definito che tenta di recuperare in parte le sonorità roboanti del passato, adattandole ad un contesto smaccatamente più ‘commerciale’. La front cover raffigurante un braccio muscoloso che solleva le incudini risulta decisamente fuorviante, in quanto in netto contrasto sia con l’amalgama sonoro, sia con il terribile look adottato dai Nostri durante le foto session. Vestiti con abiti rossi che sembrano provenire da un sexy shop di quarta categoria e da un’orribile giacca leopardata indossata dal buon Allison con tanto di capello cotonato, i canadesi cercano di tirare fuori dal cilindro un paio di hit che strizzano l’occhio all’hard rock da classifica come “Mad Dog” (dal quale è stato tratto un tanto esilarante quanto orripilante videoclip, mantenendosi egregiamente sui pessimi standard dell’epoca) e “Straight Between The Eyes”, entrambe piuttosto orecchiabili ed affatto brutte, ma troppo lontane dall’eccellenza raggiunta da mostri sacri come Dokken o Def Leppard. Sul lato più aggressivo si salvano soltanto la velenosa e adrenalinica “Cut Loose” e “Kiss Of Death” – quest’ultima permeata da una gradevole atmosfera sabbathiana – che riescono a rimembrare con successo i gloriosi fasti del passato, mentre la soporifera title track e l’insipida “I Dreamed It Was The End Of The World” girano a vuoto su loro stesse, risultando tra le peggiori composizioni mai partorite dalla band. Come era prevedibile, il risultato finale di questo pasticcio è stato un flop commerciale, che ha generato un giustificato malcontento tra le frange dei vecchi fan più oltranzisti e e che, al tempo stesso, è passato completamente inosservato tra il pubblico mainstream, il quale collegava il nome degli Anvil al più puro e inossidabile heavy metal.

N.B. Il booklet racchiude tutti i testi, una foto promozionale dell’epoca e due brevi riassunti a cura di ‘Lips’ e Robb Reiner, che ci offrono uno spaccato interessante sul making of dell’album. Il voto si riferisce esclusivamente alla ristampa e non alla qualità delle composizioni.

TRACKLIST

  1. Strength Of Steel
  2. Concrete Jungle
  3. 9-2-5
  4. I Dreamed It Was The End Of The World
  5. Flight Of The Bumble Beast
  6. Cut Loose
  7. Mad Dog
  8. Straight Between The Eyes
  9. Wild Eyes
  10. Kiss Of Death
  11. Paper General
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