ANVIL THERAPY – Duality

Pubblicato il 08/03/2019 da
voto
7.0
  • Band: ANVIL THERAPY
  • Durata: 01:06:02
  • Disponibile dal: 28/02/2019
  • Etichetta:
  • Distributore:

Nonostante sia innegabile che, parlando di progressive metal, l’uscita più ficcante e sotto gli occhi di tutti dell’ultimo periodo sia rappresentata dal nuovo album dei Dream Theater, non bisogna dimenticare che il sottobosco di questo specifico sottogenere tende spesso a sfornare realtà talentuose e in grado di immettere sul mercato prodotti suggestivi e ricchi di molteplici spunti interessanti, rivolti a tutti quegli ascoltatori che amano cimentarsi in ascolti complessi e sfaccettati.
Questo diviene ancora più accattivante nel momento in cui è proprio una band italiana ad attirare la nostra attenzione: è questo il caso dei toscani Anvil Therapy e del loro secondo full-length “Duality”, caratterizzato da un concept incentrato, come suggerito anche dal titolo, proprio sul concetto stesso di dualità nella sua concezione più ampia. I dieci brani che compongono la tracklist hanno infatti l’obiettivo di raccontare altrettante differenti storie di vita, e per fare questo la band ha deciso di avvalersi di una moltitudine di richiami a svariati stili musicali diversi: dalla fusion, passando per la musica etnica, fino ad arrivare alla classica contemporanea.
Con queste basi, inutile ribadire il fatto che abbiamo a che fare con musicisti assolutamente completi e preparati, dotati di un numero non indifferente di conoscenze riguardo numerosi filoni musicali differenti: il vocalist Alessandro Matera può fare sfoggio di un timbro decisamente in linea con gli altissimi standard del progressive metal di serie A, mentre l’accoppiata composta dal chitarrista Alessandro Berchicci Soavi e dal tastierista Dario Calamai si occupa di gestire ottimamente un comparto melodico sempre su livelli più che meritevoli; ovviamente, non trascuriamo l’accurata sezione ritmica ad opera del drummer Michael Agostini e dal bassista Stefano Filipponi, il quale comunque non perde occasione per mettere in mostra le proprie doti soliste.
Le influenze di musica etnica si possono percepire già nella iniziale “Desert”, mentre la successiva “Monothonya” si avvicina maggiormente allo stile progressive metal più sdoganato, così come anche la semi-ballad “Dear Father”. La rabbiosa e a tratti dissonante “Overlaps” trasuda Dream Theater in ogni passaggio, prima di una title-track lunga, arzigogolata e quasi imprevedibile nelle sue soluzioni compositive e strutturali, in grado di renderla letteralmente uno degli estratti più schizzati del pacchetto. La seconda metà dell’album inizia invece con una “Being Myself” decisamente più orecchiabile e, per certi versi, pop-oriented, anche se con “Rage” si può tranquillamente tornare a scapocciare, prima di essere sorpresi dalle impressionanti doti pianistiche del sopracitato Dario Calamai, vero protagonista della toccante “Threw It All”. L’evocativa “Roses And Caskets” precede una conclusione sorretta da quello che è il brano più lungo di tutto il lavoro: un quarto d’ora circa di variazioni musicali ed espressioni emozionali differenti, in grado di passare letteralmente da un clima malinconico ad uno più allegro nel giro di pochi istanti.
Tutte queste caratteristiche non possono che rendere gli Anvil Therapy una formazione progressive metal nostrane tra le più solide che abbiamo avuto modo di ascoltare ultimamente, anche se non si può non notare una leggera incostanza in termini qualitativi con il procedere della tracklist: ci sono indubbiamente diversi momenti suggestivi e coinvolgenti, ma anche diversi altri che tendono a scollarsi piuttosto in fretta dalla memoria dell’ascoltatore, finendo solo col rendere leggermente prolissa un’opera altrimenti maiuscola ed essenziale. Oltre a questo, le numerose e necessarie influenze musicali non bastano ad evitare a questo “Duality” di risultare leggermente derivativo, soprattutto se paragonato ad altre uscite, di genere affine, da parte di nomi chiaramente più affermati.
Nonostante i difetti riscontrabili, riteniamo che il secondo lavoro in studio degli Anvil Therapy sia meritevole di una promozione, così come di una sana dose di supporto in grado di permettere alla band di proseguire la propria carriera, maturare e, magari, trovare un’identità musicale più personale e stuzzicante per chiunque non sia semplicemente alla ricerca di un album sulla buona linea di diversi altri. Tutto sommato, riteniamo che la strada sia quella buona.

TRACKLIST

  1. Desert
  2. Monothonya
  3. Dear Father
  4. Overlaps
  5. Duality
  6. Being Myself
  7. Rage
  8. Threw It All
  9. Roses And Caskets
  10. What Remains
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