AORLHAC – L’Esprit Des Vents

Pubblicato il 30/05/2018 da
voto
5.5
  • Band: AORLHAC
  • Durata: 00:57:52
  • Disponibile dal: 02/03/18
  • Etichetta: Les Acteurs De L'Ombre Productions
  • Distributore:

Gli Aorlhac (nome in lingua occitana di Aurillac, città natale del quartetto francese) sono giunti al loro terzo capitolo discografico. Dopo uno stop durato sette anni, i blackster francesi sono tornati in attività con la stessa line-up, eccezion fatta per l’ingresso dietro le pelli di Ardraos, già batterista dei Peste Noire e musicista molto attivo in diversi progetti. In questo modo NKS ha potuto concentrarsi esclusivamente sulle chitarre. I francesi sono autori di un black metal con sfumature pagan, e quindi parzialmente accostabili ai connazionali Belenos, progetto nel quale l’elemento pagan e folk appare decisamente più sviluppato e preminente. In “L’Esprit Des Vents” a farla a padrone sono i ritmi serrati e un riffing furioso, che ci accolgono sin dall’inizio: “Alderica” è un’opener decisamente ‘in your face’, pur rivelandosi uno dei brani più vari e apprezzabili del lotto. La componente melodica c’è, ma è messa in secondo piano, complice una produzione tipicamente black metal e completamente senza fronzoli, che risulta poco adatta a mettere in risalto le diverse sfumature. Questo è il problema principale del disco, che causa un appiattimento generale del lavoro melodico delle chitarre, che riesce ad emergere solo a tratti. Procedendo nell’ascolto risulta evidente come questo sia un grosso limite, che si somma purtroppo ad un songwriting poco fantasioso, tanto che non ci sono sorprese né cambiamenti rilevanti in termini di struttura delle composizioni almeno fino alle delicate note di chitarra acustica che chiudono un disco purtroppo mediocre, nel quale gli elementi positivi restano intrappolati e faticano ad emergere. Un altro elemento negativo è il cantato, che è quasi completamente urlato, con risultati espressivi limitati (e limitanti) e alla lunga monocorde. Le cose non migliorano quando il cantante decide di tentare la strada del growl, che mal si concilia con la proposta del gruppo (“La Procession Des Trapasses” resta fortunamente l’unico episodio in cui si riscontrano queste contaminazioni death). Si discosta leggermente “Mandrin L’Enfant Perdu”, la quale inasprisce ulteriormente i toni: nella prima metà elimina quasi completamente l’elemento pagan e introduce dei ritmi imbastarditi col thrash e il black’n’roll, per poi ritornare su territori pù familiari ai Nostri, con l’aggiunta di un lavoro di chitarra dal sapore fortemente maideniano (che fa capolino qua e là lungo tutto il lavoro). Prima di (eventualmente) dedicarsi ad implementare l’elemento pagan e folk – che qui si limita quasi esclusivamente ad alcune melodie di chitarra, cori sparuti e la sporadica apparizione di una fisarmonica – c’è molto da migliorare, sia a livello tecnico che compositivo.

TRACKLIST

  1. Aldérica
  2. La Révolte Des Tuchins
  3. 3Infâme Saurimonde
  4. Ode A La Croix Cléchée
  5. 1802-1869
  6. Mandrin, L'Enfant Perdu
  7. La Procession Des Trépassés
  8. Une Vie De Reclus (Quand Les Remparts Ne Protègent Plus)
  9. L'ora Es Venguda
  10. L'Esprit Des Vents
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