7.0
- Band: APOCRYPHAL
- Durata: 00:46:42
- Disponibile dal: 18/10/2024
- Etichetta:
- Drakkar Productions
Dopo qualche anno dal precedente “Tales Of Galilea”, si rifanno sentire gli Apocryphal, black metal band di Verona che ci era rimasta impressa per le tematiche legate all’Antico Testamento ed in particolare a tutta la parte dei testi apocrifi. Sembra che i Nostri vogliano continuare sulla stessa strada concettuale e, anche se non abbiamo in mano le liriche di questo nuovo “Dissolution Of God”, è abbastanza semplice intuire – anche solo dai titoli – come ci sia continuità col passato.
Musicalmente, ritroviamo i Nostri migliorati sotto molti punti di vista, a partire dal bellissimo artwork a cura di Sheila Franco, artista che si sta facendo largo in questo periodo con diverse tavole degne di nota, a partire dalle copertine del nuovo Selvans e dei deathsters Eternal Tragedy. Oltre all’impatto visivo, anche la qualità della produzione del nuovo album permette agli Apocryphal di mostrare le loro capacità di scrittura, visto che ce la mettono tutta per confezionare un disco quanto più possibile ragionato, anche se ovviamente incasellato nei dettami del black metal più classico.
Se l’opener “God Of The Water” e “The Snake Has Spoken” si muovono nei territori del black metal tirato, ma con un pelo di melodia, e possono ricordare Marduk, Setherial, Dark Funeral e Dissection, le tracce successive cercano in tutti i modi di distinguersi, e in molti casi ci riescono, facendosi ricordare per le voci pulite di “Raab”, la struttura intricata ma non troppo di “Kill The Dreamer”, l’atmosfera sinistra che introduce la title-track e la trascinante e particolarmente melodica “Nothing Better Than Build The Temple Of Our God”.
Nel complesso, dopo ripetuti ascolti, è innegabile che gli Apocryphal abbiano scritto e arrangiato i propri brani con attenzione, donando loro quanta più personalità possibile, fattore che allunga parecchio la vita di “Dissolution Of God” in tutti i settori: chitarre, strutture ritmiche e in qualche modo anche la voce, grazie a qualche innesto pulito.
Nonostante il suo essere un disco decisamente “di genere”, che non possiede alcun elemento di originalità proprio, la miscela di spunti risulta più che piacevole, aiutata anche da una produzione nitida e non particolarmente moderna e bombastica. Perciò “Dissolution Of God” riesce quindi a sganciarsi dalla categoria di disco black metal generico: ora serve solo un po’ di promozione e magari un po’ di fortuna per ottenere qualcosa di più. Per quel che ci riguarda, bel lavoro, ora speriamo di poterli vedere dal vivo con un po’ di continuità, come è accaduto in passato.
