6.5
- Band: APOCRYPHAL
- Durata: 00:44:12
- Disponibile dal: 13/02/2018
- Etichetta:
- Earthquake Terror Noise
La band veronese, con già all’attivo un EP, giunge al suo primo full length con le idee chiare e dando forma a un lavoro di discreta fattura. Le regole del black metal, del resto, possono essere molto semplici, e gli Apocryphal le seguono con attenzione e senza strafare; è così che dopo l’intro strumentale “The Call Of War”, in cui la chitarra acustica emerge dal tappeto di tastiere con un gusto particolare e assimilabile quasi al flamenco, nei restanti sette brani il quartetto sceglie un approccio quadratissimo e blasfemo, figlio dell’irruenza senza compromessi dei primi Gorgoroth o di certo black metal americano privo di fronzoli, come Kult Ov Azazel et similia. Il sound complessivo è diretto e cupo assieme, con la sezione ritmica assolutamente sugli scudi: il basso è una pulsazione quasi ininterrotta e cattiva, mentre alla batteria Diego Gini sa inserire efficacemente cambi di tempo e un uso del doppio pedale particolare e incisivo. Completano il lavoro una chitarra che passa pressoché in ogni brano e con naturalezza dal riffing continuo, forse un po’ troppo leggero a livello di produzione rispetto a quanto detto sopra, a scale melodiche molto retrò ma piacevoli (“Offer To Stars” o “Midnight Sky”, con la roboante batteria a fare da contraltare) o a rallentamenti che donano atmosfera, come sulla conclusiva “Last Pagan Night”. “Under The Black Flag Of Babylonia” è forse il brano più interessante, in cui tra afflati etnici e una chitarra che suona come un sitar, la band costruisce un’invocazione molto personale. Buono anche il lavoro dietro il microfono di Gianmarco Bassi, bravo a evocare il senso di blasfemia generale, e ben esplicitato tematicamente in “Violence Of Unique God”, ove gli Apocryphal strizzano l’occhio, apparentemente, anche a certo thrash tedesco dei primi anni Ottanta – del resto base diffusa per tanto black metal. Non vi aspettate un esito la cui originalità vi lasci a bocca aperta, eppure il modo in cui le evidenti doti tecniche vanno al servizio del puro e semplice Male in musica è tutt’altro che scontato.
