APOKRYPHON – Subterra

Pubblicato il 19/04/2020 da
voto
7.0
  • Band: APOKRYPHON
  • Durata: 01:00:23
  • Disponibile dal: 07/02/2020
  • Etichetta:
  • Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

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Sotto questo monicker che a molti di voi suonerà nuovo si nasconde un’artista svizzera che con il nickname di Zorgh si è fatta conoscere come cantante e bassista nel gruppo ambient black metal Darkspace. Nella sua nuova, personalissima creatura battezzata Apokryphon, l’artista si fa chiamare Ophis ed in questo nuovo progetto e primissimo album “Subterra” suona tutti gli strumenti ed è affiancata allo screaming da tale Djinn. I Darkspace, gruppo ancora attivo anche se non pubblicano nuove release da sei anni, hanno lasciato un segno riconoscibile nella stretta cerchia del black metal imbevuto di atmosfere cosmiche. In comune con l’altra band la nuova esperienza di Ophis ha solo il fatto che la base musicale è sempre black metal e che ci sono molte atmosfere, sebbene assai differenti nella sostanza. Anche su “Subterra” resistono brevi momenti ambient, la band riesce in genere a intersecare atmosfere grazie alla creazione di ottime suggestioni, di un feeling coinvolgente che fa lavorare la fantasia dell’ascoltatore. Dalle gelide ed infinite distese dello spazio dipinte dai Darkspace, qui si passa alle regioni impervie desertificate, torride di giorno e fredde di notte, con paesaggi infiniti si sabbie e roccia, di dune e montagne. L’album va ascoltato, assimilato con calma perchè il messaggio di “Subterra” è apocrifo, ossia nascosto… nelle pieghe sonore dei mutevoli riff black metal della release. Il significato della musica degli Apokryphon è anch’esso nascosto, sotterrato in qualche anfratto di una montagna quasi inaccessibile. Esso si nasconde letteralmente sub terra perché la sua vera forza pare si celi proprio negli elementi ctoni risalenti a tempi antichi, a religioni mistiche provenienti da un remoto mondo Medio Orientale. Eppure flebili sono le tracce sonore in cui è riconducibile a tutto ciò e per questo motivo è così arduo da contemplare. Tutto “Subterra” è in realtà un gioco ed intreccio di nomi e significati. Parole che portano in grembo tradizioni, richiami atavici mischiati ad una musica spesso vorticosa, indefinibile che solo di tanto in tanto si rivela in tutta la sua vera forma. Le atmosfere di questo album e specialmente le sfuriate black metal sono frustate in faccia che colpiscono duro e fanno voltare il viso nella direzione opposta per non far vedere dove sferreranno il prossimo colpo. Ci vuole una buona dose di meditazione per carpire l’animo
tribolato degli Apokryphon, in taluni casi si dovrà appellarsi alle dottrine gnostiche o al culto di Mitra o alle rivelazioni dei rotoli di Qumran. La conclusiva titletrack, grazie al suo lento ma incessante crescendo in continua tensione dove un basso incontrollato e pulsante destabilizza le vibranti chitarre, avrà la forza di spingere chi di voi ha uno spirito ascetico a riflettere sulla visione escatologica dei Manichei. Siamo davvero distanti anni luce dai Darkspace, questo è chiaro, rimane il comune denominatore della voglia e coraggio di voler davvero esplorare nuovi mondi e nuove dimensioni sonore, dove il black metal può spingersi oltre ai propri limiti grazie alle influenze esterne di altri generi. Torniamo ora all’inizio, in questo viaggio in cui alpha e omega si confondono, all’operer “Evangelion Of The Serpent”, dove sarete assaliti dall’ansia come se il vostro corpo stesse sprofondando nelle sabbie mobili, dove serpenti e scorpioni vi inseguono sotto una luce accecante, ma voi pensate solo a fuggire lontano chissà dove nelle distese sabbiose senza acqua, senza riparo. Senza speranza.
Musicalmente il black metal proposto dalla band non è eccelso, è intelligente e contorto, molto progressive in molte canzoni, ma si sente che sotto questa luce dominante quasi divina, la musica della band è ancora un po’ sfocata, come l’immagine di un miraggio. Questa nuova dimensione deve stringersi ancora addosso agli Apokryphon come un vestito da cerimonia e probabilmente già nella prossima release il duo svizzero sarà capace di offrire qualcosa di davvero memorabile per gli amanti di questo sottogenere musicale. Per il momento, dopo questa esperienza mistica ed intensa, segnaliamo l’avvento di questo nuova band. Vedremo col tempo se la loro rivelazione sarà profetica per il black metal sperimentale.

TRACKLIST

  1. Evangelion Of The Serpent
  2. The Naasene Psalm
  3. Sand Ghosts
  4. The Great Ignorance
  5. Anthropos
  6. Nag Hammadi
  7. Taxidermia
  8. Subterra
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