6.5
- Band: APOSTASY
- Durata: 00:40:50
- Disponibile dal: //2005
- Etichetta:
- Black Mark
- Distributore: Audioglobe
La Black Mark è da tempo in cattive acque e siamo dall’idea che non abbia ancora chiuso solo perchè il catalogo dei Bathory le garantisce un flusso di introiti costante, fondamentale per poter proseguire la sua attività. Attività che però, a ben vedere, da un po’ di anni a questa parte non è poi così frenetica… anzi! Gli Apostasy sono infatti forse l’unico giovane gruppo ad incidere ancora per la label svedese, la quale, tra l’altro, non sembra neanche voglia spingerli più di tanto. Ed è un peccato, perchè questa band, pur non potendo certo essere definita una rivelazione, è migliorata molto rispetto ad un paio d’anni fa e oggi non è esattamente da buttare via. Gli Apostasy continuano infatti a suonare un symphonic black metal poco originale, ma oggi quest’ultimo risulta ben costruito e ben prodotto, non più quindi solo una sterile copia dei Dimmu Borgir di “Enthrone Darkness Triumphant” o degli Old Man’s Child. Mai troppo veloci e notevolmente influenzati dal thrash metal in sede di riffing, i nostri, con il nuovo “Devilution”, non eccedono mai in ferocia e aggressività e scelgono invece di puntare sulla melodia, che gioca un ruolo fondamentale nel loro sound. Tastiere, voci femminili e armoniosi assoli di chitarra sono infatti rintracciabili in ogni episodio di questo disco, che può vantare una tracklist piuttosto curata e, nel complesso, priva di evidenti cali di tensione. Come dicevamo, le influenze della band continuano ad essere più che palesi, ma questa volta non risultano mai troppo fastidiose, se non altro perchè gli Apostasy dimostrano costantemente di essere in grado di comporre brani convincenti, che non stupiscono ma che almeno convincono. Il precedente “Cell 666” lasciava un po’ a desiderare su tutti i fronti, ma “Devilution” si fa definitivamente ascoltare con piacere, soprattutto nella sua prima parte. Per i black metaller senza grossissime pretese potrebbe rappresentare una piccola sorpresa.
