APOSTOLICA – Haeretica Ecclesia

Pubblicato il 09/09/2021 da
voto
5.0
  • Band: APOSTOLICA
  • Durata: 00:46:50
  • Disponibile dal: 17/09/2021
  • Etichetta:
  • Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

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Ennesimo progetto ‘mascherato’ – e anche stavolta, a quanto pare, dietro alle maschere si celano importanti musicisti della scena metal internazionale, i quali preferiscono non rivelare la propria identità prediligendo esibirsi in costume e a viso coperto in favore della cifra estetico-stilistica che la band in questione richiede. Gli Apostolica nascono, infatti, con l’intento di realizzare una musica in grado di lottare contro i dogmi spirituali e le schiavitù morali, e per farlo decidono di allestire il loro impianto scenico come se fossero dei profeti mascherati, dei sacerdoti di un culto oscuro capace di liberare gli umani a colpi di power metal. Suona tutto un po’ strano (eufemismo), sì: ma tant’è.
A ogni modo, da un punto di vista musicale questo “Haeretica Ecclesia” si presenta come un normale album power metal, figlio del proprio tempo e poco riuscito. Un esordio, come molti altri, con alti (rarissimi, e tutt’altro che vertiginosi) e bassi (frequentissimi, a volte abissali), che pesca dalla scena power metal tutta, provando a rendersi appetibile per quanti più ascoltatori possibile. Un difetto, quest’ultimo, piuttosto diffuso in quei progetti che sembrano nascere senza una vera e propria urgenza espressiva.
Il disco parte con una sorprendente carrellata di stereotipi, con una opening track sicuramente poco azzeccata come “Sanctus Spiritus”. Ma sicuramente c’è una netta ripresa con “The Sword Of Sorrow”, che è sì scontatissima (si rifugia dietro il monumento sicuro degli Helloween), ma a suo modo ben congegnata. Il terreno su cui gli Apostolica si muovono torna però a essere scivoloso con “Come With Us” e “Thanatos”: l’intento del progetto qui è ben rivelato, cioè creare un power ‘bombastic’, tra Powerwolf e Sabaton, fondato su una coralità che vorrebbe ricordare qualcosa di liturgico ed energico, ma che troppo spesso scade in un’atmosfera troppo di plastica, troppo finta e artefatta – ottenendo uno sgradevole effetto ‘da stadio’, ma senza suscitare alcun coinvolgimento concreto.
Con il proseguire dell’ascolto emergono elementi ulteriori, ma mai davvero incastrati in un qualche tessuto compositivo ben organizzato: l’onnipresente organo (che dovrebbe restituire un qualche mood ‘ecclesiastico’, forse) tenta vaghe strade prog per poi arenarsi in qualcosa che ricorda certi brutti momenti dei Power Quest di vent’anni fa; le melodie vocali, quando non ripiegano nei soliti cori (tra l’altro incredibilmente poco orecchiabili) fanno fatica a prendere una forma lineare e piacevole; le chitarre sono sempre, costantemente impalpabili, sia per una produzione che non le valorizza minimamente, sia per la completa assenza di riff o assoli almeno vagamente incisivi; laddove delle melodie ben composte e particolarmente piacevoli fanno capolino, come in “Famine”, succede che quel giro di accordi o quel riff dura sostanzialmente per tutta la durata del brano, finendo per perdere efficacia dopo pochi minuti. C’è da aggiungere che la voce del misterioso Ezekiel potrebbe teoricamente funzionare, ma in contesti molto differenti da questo: quasi allucinanti i tentativi di estensione vocale presenti in “The Doom” e “The Dusk Is Coming” – tanto mal riusciti da rasentare l’effetto parodia.
Un ulteriore elemento che fa scricchiolare l’intero progetto è la scelta del primo singolo: “No More Place In Hell”, brano che, insieme alla conclusiva “Redemption”, rappresenta forse uno dei punti peggiori del lotto, e che dunque difficilmente riuscirà a coinvolgere gli ascoltatori desiderati (anche se, ovviamente, speriamo di essere smentiti dai fatti).

TRACKLIST

  1. Sanctus Spiritus
  2. The Sword Of Sorrow
  3. Come With Us
  4. Thanatos
  5. Pollution Is My Name
  6. No More Place In Hell
  7. The Doom
  8. Famine
  9. The Dusk Is Coming
  10. Redemption
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