AQUARIA – Alethea

Pubblicato il 29/12/2020 da
voto
7.0
  • Band: AQUARIA
  • Durata: 01:12:58
  • Disponibile dal: 25/11/2020

Spotify:

Apple Music:

Tredici lunghi anni di assenza sono davvero troppi! Questo avranno pensato gli Aquaria quando hanno deciso di rimettersi in gioco dando vita ad “Alethea”, nuovo full-length per l’act brasiliano che ogni vero cultore del power metal sinfonico ed orchestrale dovrebbe conoscere. In effetti i primi due lavori del gruppo proveniente da Rio De Janeiro furono delle autentiche sorprese; a partire da “Luxaeterna” nel 2005, debutto davvero inatteso e sbalorditivo per una band così giovane. Solamente un paio d’anni più tardi gli Aquaria si rifecero vivi con il più maturo e pomposo “Shambala”. La band fu capace di creare fin da subito un sound riconoscibile anche se fortemente influenzato dai compaesani Angra, mettendo in mostra un estro notevole in fase songwriting con composizioni complesse, articolate e barocche, accompagnate da un’elevata tecnica individuale, ottenendo risultato più che soddisfacenti in patria ed in Oriente, molto meno in Europa.
Seguendo un po’ la via segnata da “Shambala”, i nuovi brani risultano ancora una volta ricercati e dinamici, ricchi di vari elementi e tutt’altro che immediati. Passaggi di musica popolare sudamericana e classica che abbracciano il power metal sinfonico di stampo europeo, con la presenza di imponenti orchestrazioni – come dimostra la dinamica “The Time Traveller”, scelta un paio di mesi fa come singolo per anticipare l’uscita del disco. “Alethea”, pubblicato per ora solamente in Brasile (tramite la Metal Relics) ed in Giappone (tramite Avalon), si dilunga per oltre settanta minuti tra cavalcate powereggianti e soluzioni più ricercate. In generale la band è sempre alla ricerca di trovate eleganti e proprio questa dinamicità nei loro brani – che cambiano spesso ritmi ed atmosfere al proprio interno – si potrebbe definire progressive. Esemplari in questo senso i sette minuti sinfonici di “The Quest” che alternano assoli velocissimi spinti dalle sei corde di Luciano De Souza a momenti più rilassati che possono portare alla mente i Queen per le intriganti orchestrazioni ed il lavoro pregiato nei cori. La powereggiante “The Miracle” fa decollare il disco mentre è difficile restare inermi e non canticchiare le dolci melodie di “The Indians” e “Time Won’t Wait”, disegnate dall’ugola celestiale di Vitor Veiga, che non nasconde affatto le sue evidenti influenze verso il compianto Matos.
Un disco che rende maggiormente non tanto attraverso le singole composizioni quanto più nella sua interezza. “Alethea” probabilmente non raggiunge le vette dei suoi predecessori ma è un lavoro di classe, composto grazie all’impegno ed alla dedizione di cinque talentuosi e appassionati musicisti brasiliani che certamente meriterebbero maggior considerazione.

TRACKLIST

  1. Am I
  2. The Avatar
  3. The Miracle
  4. The Indians
  5. The Question
  6. The Revolution
  7. The Pain
  8. he Time Traveller
  9. Time Won't Wait
  10. WTSTW
  11. The House of Words
  12. I Am
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.