ARALLU – Six

Pubblicato il 28/09/2017 da
voto
6.5
  • Band: ARALLU
  • Durata: 00:37:47
  • Disponibile dal: 22/09/2017
  • Etichetta: Transcending Obscurity
  • Distributore:

Il blackened death metal orientale sta diventando sempre più un movimento consistente, i cui risultati non si vedono solo nei lunghissimi tour dei Melechesh di spalla a Nile e Immolation (per esempio), ma anche nella nascita di una vera e propria corrente artistica a sé stante che segue l’esempio dei noti israeliani aggiungendo ogni volta nuovi particolari alla loro musica. Se parliamo degli Arallu, infatti, citare l’altra band non è così scontato: nati praticamente come una loro costola (Butchered, il cantante, ha fatto da sessionist proprio per Ashmedi e soci) nel 1999, la formazione, anch’essa israeliana, raggiunge il traguardo del sesto album in studio con un titolo molto semplice: “Six”. Essere arrivati al 2017 vivendo quasi come un’ombra dei Melechesh non dev’essere stato semplicissimo, perché costruirsi un’identità musicale muovendosi sulle coordinate di un’altra realtà confermata espone al rischio di cadere nella banale citazione. Eppure, “Six” si dimostra essere un disco duro e cattivo al punto giusto nonostante qualche pecca qua e là: dopo una apertura abbastanza anonima con “Only The Truth” (quante diavolo di volte abbiamo sentito un coro recitare ‘God is dead’ in una canzone metal?) veniamo infatti catapultati in un mondo blackened death dove oltre agli strumenti tradizionali sono pure le ritmiche orientaleggianti a far da padrone. Inutile constatare, come è ovvio che sia, che la musica degli Arallu è molto concentrata sullo stile dei Melechesh moderni, quindi su esempi di death europeo come i Vader o, volendo dare un’occhio agli USA, agli Skeletonwitch. Per fare un esempio basti prendere i quattro pezzi che si snodano da “Possessed By The Sleep” in poi: il groove tipico di una certa scuola si fonde con il blackened death per creare composizioni dove Eylon Bart riesce ad inserire tutti i suoi strumenti tradizionali, senza mai arrivare a sfiorare troppo il black nordico ma aprendosi a territori meno atmosferici e più dritti al punto. Indubbiamente i pezzi migliori dell’album sono “The Universe Secrets (Six)” e “Oiled Machine Of Hate”, che oltre a coniugare l’anima folk tradizionale del combo con un inizio orientaleggiante offrono ottimi spunti come il coro verso la fine della seconda canzone, elemento che ci riporta a una dimensione più spirituale della musica del combo. Ma la cosa che parrebbe mancare alla band in più punti è proprio la spiritualità, perché c’è modo e modo di rendere canzoni che parlano di Mesopotamia ed affini: loro scelgono di farlo nella maniera più diretta possibile con una batteria sparata a mille e uno scream che graffia, ma non emoziona. Ma è solo un’orpello artistico, se vogliamo: gli Arallu si dimostrano bravi mestieranti consci di ciò che stanno facendo e degli obiettivi che vogliono raggiungere, nonostante “Six” presenti qua e là delle sbavature.

TRACKLIST

  1. Desert Moonlight Spells
  2. Only One Truth
  3. Adonay
  4. Possessed by the Sleep
  5. Subordinate of the Devil
  6. The Universe Secrets (Six)
  7. Victims of Despair
  8. Oiled Machine of Hate
  9. Philosophers
  10. Soulless Soldier
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