6.5
- Band: ARCA HADIAN
- Durata: 01:00:33
- Disponibile dal: 20/11/2015
- Etichetta:
- Underground Symphony
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
Il 2015 è stato un anno di ottimi album power metal: il nuovo Angra, il primo con Fabio Lione alla voce è grandioso, così come i dischi di Guardians Of Time, Gloryhammer e Black Majesty. Come poi non citare Serious Black, Helloween e Blind Guardian, e ancora Cain’s Offering o Blazon Stone? E tanti, tanti altri, con un underground, anche italiano, che torna a finalmente a farsi interessante. È quindi con la massima fiducia che ci apprestiamo all’ascolto di questo “The Prophecy”, debut album dei liguri Arca Hadian, band guidata dal valido Federico Di Pane e che vede nella propria line-up il cantante Carlo Faraci, già voce degli Odyssea, ed il batterista dei Sadist Alessio Spallarossa. Il genere proposto dalla band è un power metal Strato-style ibridato con consistenti ma localizzate dosi di progressive e molto più lievi ma diffuse iniezioni di hard rock, richiamanto alla mente il sound di band del calibro di Sonata Arctica e Masterplan, ma anche i penultimi, rock-oriented, Edguy. Negli episodi quando è il solo motore power a tirare, i ricordi si spostano invece al passato, verso Celesty ed Altaria. A livello strumentale il gruppo si conferma davvero valido, mostrando una buona coesistenza tra le tastiere di Claudio Ruggeri e l’ascia di Di Pane, sopra una sezione ritmica terremotante. Ciò che non convince troppo, invece, è il cantato: non propriamente incastonato ed a proprio agio in partiture non proprie, tanto da apparire quasi poco adatto al sound in più punti dell’album. Molto vario il songwriting – a volte forse quasi troppo – tuttavia decisamente diretto: spesso il materiale è davvero semplice da assimilare. Positivo infine il lavoro di produzione. Dieci canzoni dunque tutto sommato piacevoli, più la cover di “Rising Force” di Malmsteen, per un album che non sarà un caposaldo del genere, ma che si lascia ascoltare più volte.
