ARCANA COELESTIA – Nomas

Pubblicato il 29/03/2015 da
voto
7.0
  • Band: ARCANA COELESTIA
  • Durata: 00:42:50
  • Disponibile dal: 11/10/2014
  • Etichetta: Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

Una coltre di mistero sui suoi componenti. Una coltre di mistero sulla musica. Un’ombrosità e un distacco che sfiorano il rigetto del mondo, o forse sono soltanto un modo di espiare l’inesattezza della propria esistenza tramite un progetto che trascende l’esperienza corporea, portandosi su un piano eminentemente spirituale. Sfuggenti alla comprensione delle masse per loro natura, gli Arcana Coelestia arricchiscono la scarna discografia di un terzo tassello, a cinque anni di distanza da “Le Mirage De L’Idéal”. Nessuna evoluzione in vista per Mz e i suoi compari, solo un’immersione ancora più profonda nelle fosse oceaniche dell’introspezione e della ricerca di forme di conoscenza patrimonio di pochi individui. La patina di elitarismo emanata dal lavoro rischia di allontanare dall’ascolto molti appassionati, anche se per quanto la proposta del trio sia ostica e richiedente una dedizione assoluta per essere compresa, non è così inaccessibile come si potrebbe credere. La base è un extreme metal atmosferico che prende molti elementi del funeral doom più rarefatto e del black metal rallentato e piegato su stesso in pose emananti dolore, condito da istanze gotiche e una spiccata predilezione per il lirismo vocale, derivato da voci pulite in formato corale, come da growl che emulsionano abilmente ferocia e narratività. La produzione prescelta tende a unire in un corpo indivisibile chitarre e tastiere, un agglomerato di luce e tenebre dove l’una sfocia nell’altra, solleticando un gioco di ambivalenze, di raggi accecanti che squarciano il buio e poi vengono a loro volta inghiottiti da una cupezza impenetrabile. Difficile scindere i cinque capitoli di “Nomas” e considerarli brani a sé stanti; è più corretto parlare di movimenti all’interno di un’unica, gigantesca, composizione. Dicevamo della relativa fruibilità del lavoro: questa è garantita da una spinta ritmica spesso e volentieri brutale e da linee vocali sporche e profonde che rinunciano a più riprese al bisogno di ascesi, compito lasciato alle clean vocals, e assumono il controllo di una condotta death/black sanguinaria e iraconda. Aperture che arrivano con apprezzabile continuità rispetto alle cadenze più rattrappite, laddove la rarefazione porta al raccoglimento, e le chitarre si dissolvono in una gelatina di psichedelica smisurata. Un suono saturo, occludente, dove ogni spazio è occupato da riff lunghissimi e tastiere gigantesche; la musica degli Arcana Coelestia vibra estatica nelle iperboli di due anime molto diverse, ma impossibili da disgiungere. La prima, dilaniata dal peccato e dalla colpa, si rivolge al funeral macchiato di death metal degli Evoken e alle divaricazioni di spazio e tempo degli Esoteric; l’altra, si ripulisce e si purifica nell’avantgarde surreale degli Arcturus e degli In The Woods. Il terzetto ha costruito i capitoli di “Nomas” in modo da proporre in apertura di ogni singola traccia una fase ascensionale, sfociante ben presto in uno straniante percorso a due dimensioni fra chitarre squassanti e tastiere gothic/ambient, prima del dileguamento in chiusure dilatate ad alto valore mistico. Spicca la glaciale violenza di “Nomas IV”, spogliata completamente di orpelli scenici per consegnarsi a un massacro di proporzioni bibliche, tracciando forse quella che potrebbe essere la futura evoluzione del combo sardo: ovvero, un’entità attenta all’atmosfera nella stessa misura in cui si dedica a schiacciare e scorticare l’ascoltatore. Qui, infatti, abbiamo quel surplus di ferocia e sintesi mancante in altri punti di “Nomas”, disco che ci sentiamo comunque di consigliare caldamente a chiunque aneli a innalzare il proprio Io al cielo, e nel farlo voglia farsi accompagnare da una colonna sonora metal maestosa, elegante e, in ultimo, devastante.

TRACKLIST

  1. Nomas I
  2. Nomas II
  3. Nomas III
  4. Nomas IV
  5. Nomas V
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