6.5
- Band: ARCANE TALES
- Durata: 00:43:52
- Disponibile dal: 20/10/2025
- Etichetta:
- Broken Bones
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
Torna sul mercato, dopo quasi due anni, una nuova uscita griffata Arcane Tales, ovvero un progetto solista frutto delle arti di Luigi Sorrano, musicista e scrittore originario di Tricarico (MT) ma residente da tempo a Verona. Per presentare la figura di Luigi, e di conseguenza la sua creatura musicale, è imprescindibile una citazione dell’attività letteraria dello stesso, espletata nel dittico di libri usciti tra il 2009 e il 2013 facenti parte della saga “La Pietra di Zaffiro”, libri che fungeranno poi da base alle tematiche fantasy trattate nei primi demo e soprattutto nei primi due LP autoprodotti della band.
Il vero salto di qualità a livello compositivo avviene nel 2022 con “Steel, Fire And Magic”, nel quale il symphonic power rhapsodiano da sempre espresso si fonde armoniosamente con tinte epic e talvolta simil-black metal con l’utilizzo di screaming vocals, giungendo fino ad oggi senza mai abbassare l’asticella qualitativa. “Ancestral War” esce per la Broken Bones Promotion & Productions e sul piatto ci offre tutti gli elementi già sperimentati e risultati vincenti in queste precedenti release.
Luigi Sorrano, sotto il moniker Arcane Tales ci propone quindi nove tracce di buon livello, ben registrate (i ruvidi e irregolari suoni dei lavori esordienti sono ormai un lontano ricordo), in equilibrio tra richiami al virtuosismo melodic power, intermezzi e aperture orchestrali, concessioni puramente folk e financo ‘saccheggi’ ai Dimmu Borgir nella loro accezione puramente sinfonica: basti notare il finale di “The Endless Wearing Fights” e la successiva “Frozen Rhapsody”, che coniuga la suddetta influenza estrema con un arrangiamento molto ‘pomposo’.
Il Nostro sa il fatto suo nel ricreare le giuste atmosfere, lo dimostra la cadenzata “Sons Of Stone” che sprizza epicità da ogni poro e si conferma tra le migliori composizioni dell’album, mentre altri due episodi da segnalare in positivo sono “Call Of Glory”, aggressiva senza troppi fronzoli e dai riff quasi extreme metal anni 90, e la lunghissima (pare sia d’obbligo per chiunque suoni power concludere i propri album con una canzone da minimo otto minuti…) “Between Myth And Legend”, imperniata sulle ‘rincorse’ fra chitarra, tastiere/campionamenti/orchestrazioni e linee vocali che si rifanno interamente alle melodie principali; un esercizio di stile che dimostra comunque preparazione tecnica e ideativa del polistrumentista materano.
Di converso, per poter raggiungere uno status leggermente superiore alla media, a questo lavoro manca ‘la’ canzone, quella che deve elevarsi nettamente sopra le altre e imprimersi a fondo nell’ascoltatore.
“Ancestral War” nella scena attuale si presenta come un buon prodotto rientrante in un ampissimo calderone di uscite concretamente equiparabili.
Supera con agio la sufficienza in tutti i parametri sia compositivi che di produzione e arrangiamenti, e il mastermind Sorrano ha abilità inappuntabili per le quali esiste una carriera ventennale a testimoniare; chiaramente c’è anche da dire che difficilmente ci si ricorderà a lungo dell’esistenza dello stesso, o che il suo lascito aggiungerà al movimento un determinato plusvalore.
“Ancestral War” troverà proseliti fra i profondi appassionati di power/heavy del nuovo millennio, grazie anche ad una produzione azzeccata e senza rimandi nostalgici al sound degli anni 80/90, mentre potrebbe lasciare indifferenti molti altri fruitori. Da parte nostra, in ogni caso, non possiamo che essere contenti di quanto ascoltato e supportare un progetto che ha dimostrato di possedere dignità artistica e volontà di emergere.
