ARCH ENEMY – Deceivers

Pubblicato il 06/08/2022 da
voto
7.5
  • Band: ARCH ENEMY
  • Durata: 00·45:20
  • Disponibile dal: 12/08/2022
  • Etichetta:
  • Century Media

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Dopo quasi trent’anni di carriera ed undici album in studio, gli Arch Enemy hanno ormai poco da dimostrare. Mentre il popolo della rete si divide in diverse fazioni – i nostalgici dell’era Liiva; gli psicologi e/o commercialisti di Loomis; gli Youtuber che guardano i video di Alissa senza sonoro; un mix di tutte le precedenti – Amott e soci continuano imperterriti il loro percorso, che li ha portati a diventare una delle band di punta tra quelle nate dagli anni ’90 in poi. Chi scrive, pur comprendendo la maggior parte dei punti sopra, ha seguito con interesse il passaggio di testimone da Angela Gossow ad Alissa White-Gluz, punto di svolta di una carriera forse un po’ troppo orientata all’instant win (il precedente “Will To Power”, per dovere di cronaca, è invecchiato meno bene di come lo ricordavamo) e sicuramente lontana dai fasti del Gothenburg sound anni ’90, ma al tempo stesso capace di fungere da porta d’ingresso nel mondo del metal e da ispirazione per l’altra metà del cielo (anche se gli esempi di frontwomen cazzute ormai si sprecano). Ascoltando “Deceivers”, come evidenziato nel nostro track-by-track, è evidente come l’intento di Amott e soci sia quello di divertirsi e far divertire il pubblico, meglio ancora se in un grande festival dove è possibile schierare il palco delle grandi occasioni. Ecco quindi fioccare anthem da pogo (“In The Eye Of The Storm”, “Sunset Over The Empire”, “House Of Mirrors”) perfetti per sfruttare al meglio la presenza scenica di Alissa e Amott (e, ci auguriamo, anche qualche duello con un Loomis sempre estromesso nei credits), arrivando a lambire con “The Witcher” sonorità epic-folk care agli Amon Amarth. L’oncia di carne alle sonorità più ‘estreme’ è rappresentata da “Deceiver Deceiver”, con un riffing a là Fear Factory che rimanda  all’era “Doomsday Machine”, ma si tratta di un episodio isolato. Tra qualche riuscito esperimento (le clean vocals di “Handshake With Hell”, le tastiere bodomiane di “Exiled From Earth”) e i consueti virtuosismi in stile revival anni ’80 (“Poisoned Arrow”, “One Last Time”) il resto è un riassunto degli Arch Enemy Y2K, escludendo quindi il trittico dell’era Liiva. Tornando alle considerazioni iniziali, l’intento del guitar hero svedese è evidente (divertirsi aizzando folle che idealmente hanno l’età dei suoi figli) e, al netto di un piccolo calo sul finale, “Deceivers” svolge egregiamente il suo compito d’intrattenimento, per quanto la matrice melo-death sia ormai irrimediabilmente annacquata tra pulsioni modern metal e retromanie da arena rock.

TRACKLIST

  1. Handshake With Hell
  2. Deceiver, Deceiver
  3. In The Eye Of The Storm
  4. The Watcher
  5. Poisoned Arrow
  6. Sunset Over The Empire
  7. House Of Mirrors
  8. Spreading Black Wings
  9. Mourning Star
  10. One Last Time
  11. Exiled From Earth
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