ARCH ENEMY – Khaos Legions

Pubblicato il 01/06/2011 da
voto
7.0
  • Band: ARCH ENEMY
  • Durata: 00:54:48
  • Disponibile dal: 07/06/2011
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Se una band prolifica come gli Arch Enemy, abituata a sfornare dischi con cadenza biennale, lascia passare quattro anni prima di dare alle stampe un nuovo lavoro, forse è segno che la creatività non è più quella di un tempo; se poi la penultima prova in studio era un disco tutt’altro che imprescindibile come “Rise Of The Tyrant”, e l’ultima un insieme di vecchi classici registrati con la nuova cantante, ecco che i sospetti di una parabola discendente destinata a non arrestarsi prendono sempre più forma. E invece, quando li davamo ormai per dispersi, la band dei fratelli/coniugi Amott – quando si dice un gruppo a conduzione familiare – torna con il suo album migliore dai tempi di “Wages Of Sin”, celebrando nel modo migliore il decimo anniversario dall’ingresso in formazione di Angela Gossow. Accantonate del tutto le velleità metalcore di “Doomsday Machine” e solo in parte il revival NWOBHM di “Rise Of The Tyrant”, i nostri danno vita all’album più lungo della loro carriera, a riprova di una ritrovata vena compositiva che li porta a sfondare l’ora di durata. Ecco, volendo trovare un difetto a “Khaos Legions”, a parte la fin troppo pacchiana copertina, potremmo citare proprio la lunghezza eccessiva del platter, dato che non è facile far passare un giro di lancetta in compagnia del growling di Angela senza esserne innamorati (il che, almeno per i maschietti, è decisamente più facile). Dal punto di vista strumentale invece i Super Amott Bros tirano a lucido il proprio songrwiting, dando vita ad una serie di brani esaltanti – su tutti “Bloodstained Cross”, “Under Black Flags We March”, “No Gods, No Masters”, “Thorns In My Flesh”, “Secrets” – le cui melodie si collocano a metà tra i fasti del già citato “Wages Of Sin” e quelli più recenti degli ultimi Cradle Of Filth. Talvolta l’ibridazione raggiunge livelli inattesi (l’attacco di “Cruelty Without Beauty” sembra uscire da un disco dei Van Halen!) o l’autocitazionismo tende a prendere un po’ troppo il sopravvento (“Yesterday Is Dead And Gone”, “Cult Of Chaos”, “Vengeance Is Mine” pescano tutte a piene mani dalla loro discografia più recente), ma nel complesso la tracklist risulta ben assortita, grazie anche alle quattro strumentali atte a spezzare un po’ il ritmo. Gli Arch Enemy degli anni ’90 avevano indubbiamente ben altro spessore, ma anche oggi restano una formazione di prima fascia, e “Khaos Legions” è qui a confermarcelo.

TRACKLIST

  1. Khaos Overture (instrumental)
  2. Yesterday Is Dead And Gone
  3. Bloodstained Cross
  4. Under Black Flags We March
  5. No Gods, No Masters
  6. City Of The Dead
  7. Through The Eyes Of A Raven
  8. Cruelty Without Beauty
  9. We Are A Godless Entity (instrumental)
  10. Cult Of Chaos
  11. Thorns In My Flesh
  12. Turn To Dust (instrumental)
  13. Vengeance Is Mine
  14. Secrets
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