ARCHIVIST – Archivist

Pubblicato il 06/10/2015 da
voto
8.0
  • Band: ARCHIVIST
  • Durata: 01:05:03
  • Disponibile dal: 04/06/2015
  • Etichetta: Alerta Antifascista
  • Distributore:

Il rumore assordante dei razzi che si staccano dal suolo. Fuoco e metallo a tracciare un solco nel cielo. La Terra, prima così vicina, una lacrima azzurra nelle infinite tenebre dello spazio. L’inizio di un viaggio, forse l’ultimo. Si apre così, quasi si trattasse di un film di fantascienza, il disco d’esordio degli Archivist, sestetto apparso letteralmente dal nulla pochi mesi fa e responsabile di uno dei migliori concentrati di sonorità “post” di questo 2015. Una formazione giovane soltanto sulla carta, vantando tra le proprie fila ex e attuali membri di Fall Of Efrafa, Light Bearer e Thurm, qui intenzionata a dare libero sfogo alla sua istintività in un gioco di rimandi che, se da un lato non inventa nulla di nuovo, dall’altro finisce per centrare clamorosamente il bersaglio grosso, merito di un songwriting ispiratissimo e di una capacità di maneggiare certe soluzioni veramente sopra le righe. Per avere un’idea più precisa del contenuto di questi sessantacinque minuti di musica, pensate al black euforico e trasognato di Alcest e Deafheaven, in cui riff e ritmiche brucianti si mescolano soventemente a trame di chiara ascendenza shoegaze. Unitelo al post-metal siderale e tumultuoso dei Rosetta, così ricco di melodie da smuovere anche l’ascoltatore più impassibile. Infine, legate il tutto con la delicatezza, i saliscendi emotivi e il senso di grandeur tipici della corrente post-rock e del repertorio dei suddetti Light Bearer. Ciò che ne risulta è un lavoro il cui impatto sulle corde dell’animo non può essere quantificato, sospinto per tutta la sua durata da correnti visionarie e da strutture che – per quanto complesse e non certo di immediata fruizione – hanno il pregio di suonare sempre limpide e fluide, rimanendo aderenti alla tanto agognata forma canzone. Non a caso, anche gli episodi più lunghi e sfaccettati come l’opener “Ascension” o la struggente “Tying Up Loose Ends In The Cold Void Of Space”, dove viene dato ampio spazio alle linee vocali pulite del frontman Alex Bradshaw, si distanziano con fermezza dalla boriosità che contraddistingue molti gruppi del settore, srotolandosi in una serie di cambi di tempo il cui primo obiettivo è quello di preservare lo sviluppo logico del brano e delle atmosfere che ne fanno da sfondo. Tra parentesi rabbiose e viscerali, digressioni abbaglianti quanto la scia di una cometa e un lirismo ricercatissimo da assaporare di pari passo con la musica, “Archivist” si configura quindi come una delle opere più emozionanti e, per certi versi, sorprendenti di quest’anno. Una raccolta di suoni, odori e sensazioni grazie alla quale scoprirsi cosmonauti e volare lassù, a migliaia di anni luce da casa.

TRACKLIST

  1. Ascension
  2. Escape Velocity
  3. Dreaming Under
  4. Leaving Day
  5. Hades
  6. Tying Up Loose Ends In The Cold Void Of Space
  7. Eureka
  8. 4,500
5 commenti
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