ARCHIVIST – Construct

Pubblicato il 01/08/2017 da
voto
8.0
  • Band: ARCHIVIST
  • Durata: 01:08:51
  • Disponibile dal: 30/04/2017
  • Etichetta: Alerta Antifascista
  • Distributore:

Prosegue l’odissea nello spazio degli Archivist, che a due anni di distanza dall’apprezzatissimo debut album si riaffacciano sul mercato con un’opera parimenti riuscita e stracolma di dettagli da scoprire ascolto dopo ascolto, sempre all’insegna di un ‘post’ metal/rock atmosferico che non disdegna incursioni in territori più estremi. Laddove però “Archivist” coincideva con l’inizio del viaggio, una navicella carica di speranze e pervasa da un’euforia pressoché tangibile, “Construct” è la traslazione in musica di un sogno infranto, di un obiettivo mai raggiunto, lasciato a fluttuare in un vuoto dove persino la luce delle stelle si mostra per ciò che è realmente agli occhi dei cosmonauti: un eco estinto da millenni verso cui è impossibile non nutrire un misto di malinconia e risentimento. Ecco quindi srotolarsi di fronte a noi una tracklist dal sapore mesto, se non addirittura tragico, che accantona parzialmente gli influssi ‘blackgaze’ del suddetto esordio in favore di un approccio più intenso e viscerale, che guarda neanche troppo velatamente alle compiante narrazioni di un gruppo come i Light Bearer e al loro corollario di epicità mista a pura tensione hardcore. Ogni cosa, a partire dalle voci di Alex ‘CF’ Bradshaw e Anna, suona in maniera più diretta, intensa e squisitamente lo-fi rispetto al passato, come se una volta in studio i Nostri avessero voluto catturare la veridicità di un’esibizione live, ma non pensate che questa scelta stilistica abbia inficiato sulla maestosità degli arrangiamenti e del songwriting. Al contrario, i dieci capitoli di “Construct” poggiano su strutture così ricche e vertiginose da mozzare il fiato, frutto dell’incontro/scontro tra melodie accecanti e ricercatissime, tumultuosi crescendo ritmici e un substrato elettronico che non prescinde mai da una forte impronta siderale, in cui si rispecchiano i vecchi bagliori di Hopesfall e Rosetta (periodo “Wake/Lift”/“A Determinism of Morality”). In un quadro d’insieme tanto vasto e poliedrico, in grado di alternare esplosioni degne di una supernova (“The Negotiation”, “Witch Finder”) e digressioni che sembrano scaturire dagli strumenti a mo’ di pulviscolo stellare (“Lamenting Configuration”, “The Reconstruction”), risulta difficile estrapolare un episodio piuttosto che un altro: per questa ragione munitevi di tempo, un buon paio di cuffie e non lasciatevi scoraggiare dalla durata-fiume del platter. A fronte di un simile concentrato di lirismo e visionarietà, sarà difficile non annoverarlo tra le esperienze più vivide e gratificanti di questo 2017 musicale.

TRACKLIST

  1. Lamenting Configuration
  2. Birth of Ire
  3. Property?
  4. The Negotiation
  5. Scorched Earth Policy
  6. The Reconstruction
  7. Mysterium Cosmographicum
  8. Witch Finder
  9. An Epiphany
  10. The Theosophical Digressions of Artificial Intelligence
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