ARCHVILE KING – Aux Heures Désespérées

Pubblicato il 17/02/2026 da
voto
8.0
  • Band: ARCHVILE KING
  • Durata: 00:46:39
  • Disponibile dal: 23/01/2026
  • Etichetta:
  • Les Acteurs De L'Ombre Productions

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Prendete i primi Satyricon, i primissimi Godkiller e un po’ di Sühnopfer e Belenos (anche per affinità territoriale), aggiungete un po’ di metal classico (soprattutto di stampo NWOBHM),qualche apertura dungeon synth e shakerate tutto per bene: quello che otterrete saranno i qui presenti Archvile King, one-man band fondata dal polistrumentista francese Baurus nel 2019, giunta col qui presente “Aux Heures Désespérées” al secondo lavoro sulla lunga distanza della propria carriera dopo il debutto “À La Ruine”, datato 2022.
Come avrete senza dubbio capito dai riferimenti stilistici poc’anzi enunciati – e come facilmente intuibile anche dalla bella copertina a corredo dell’album – quello che questo progetto ci propone è un compendio di affascinante quanto concreto medieval black metal dai chiari rimandi alla scena storica degli anni Novanta, per la gioia dei tanti estimatori di quel suono glorioso ed evocativo, capace di risvegliare sentori arcani senza rinunciare alla ‘pacca’ del buon vecchio black metal old-school.

D’altra parte, basta ascoltare la travolgente opener “Riposte” per rendersi conto di quanto questi Archvile King abbiano poca intenzione di ‘menare il can per l’aia’ con infiniti arzigogoli cinematici: il loro sound è un flusso travolgente e inarrestabile di black metal melodico e immaginifico, basato su chitarre riccamente intrecciate e deliziosamente ‘datate’ nella forma e nella concezione, mentre gli inserti di synth (comunque importanti nell’economia generale), così come quelli ambient, sono gestiti con grande oculatezza e senso della misura, sicché il loro apporto risulta funzionale ed effettivamente arricchente relativamente al risultato finale, che rifugge così da ogni possibile accenno di tronfiezza o ridondanza.
I momenti in cui le chitarre si lasciano andare a richiami apertamente classici, come accade in occasione delle belle armonizzazioni piazzate in chiusura alla riuscita “Le Carneval Du Roi Des Vers”, o nella struttura dell’incalzante “Le Chant Des Braves”, aggiungono ulteriore sale alla già saporita ricetta, donando al tutto un tocco naif che riesce a coniugare ‘romanticismo metal’ e nostalgia senza ombra di anacronismo o piaggeria; i ritmi, quasi costantemente alti e belli urgenti, contribuiscono a tenere focalizzata la concentrazione dell’ascoltatore lungo l’intera durata dell’opera, aiutati dallo spiccato dinamismo di fondo che accomuna gli arrangiamenti dei vari brani.

Fra i momenti migliori di questo “Aux Heures Désenpérées”, è impossibile non annoverare l’epicità struggente e crepuscolare della title-track, così come l’intensità delle torrenziali “L’Excusé” e “À Ces Batailles Abandonnées”, ma l’apice emozionale dell’album si raggiunge nella lunga e strutturata “Sèpulture”.
In essa, infatti, tra momenti di travolgente black metal melodico, contrappunti di synth in odore di Burzum, Summoning e Evilfeast e stacchi acustici memori dei Satyricon della prima ora, si respirano sentori arcani degni dei top act del genere; sette minuti e mezzo di pura magia medieval black metal, suggello ideale di un album che farà fare i salti di gioia agli appassionati delle suddette sonorità, ma che saprà convincere, in generale, anche tutti gli amanti di un certo modo di intendere l’old-school black metal, in virtù di un approccio alla scrittura tanto rigoroso quanto dinamico, concretizzato in un lotto di brani avvincenti, piacevoli alla fruizione e dai molteplici spunti di interesse sia per stile che per per soluzioni.
“Aux Heures Désenpérées” si candida fin d’ora per un posto fra gli album black metal più interessanti del 2026: fareste bene a non lasciarvelo sfuggire.

TRACKLIST

  1. Riposte
  2. Le Chant Des Braves
  3. L’Excusé
  4. Le Carneval Du Roi Des Vers
  5. Sépulture
  6. Aux Heures Désespérées
  7. À Ces Batailles Abandonnées
  8. …Et Aux Hommes Misérables
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