ARCKANUM – Den Förstfödde

Pubblicato il 31/10/2017 da
voto
7.0
  • Band: ARCKANUM
  • Durata: 00:46:32
  • Disponibile dal: 29/09/2017
  • Etichetta: Folter Records
  • Distributore:

Dopo la grande produttività di qualche anno fa, la creatura Arckanum aveva lasciato perdere le sue tracce per un po’ di tempo, prima di tornare oggi con “Den Förstfödde”, annunciato a sorpresa come capolinea artistico per il progetto ed ultimo lascito nel percorso musicale/letterario del mastermind Shamaatae, totalmente dedito in questo caso alla glorificazione della grande tradizione nordica e all’evocazione dello spirito nero e fiero che alimenta le epiche vicende legate ai suoi personaggi. Musicalmente, questo si traduce in un percorso frastagliato e sconnesso, non necessariamente interessato a creare singoli episodi ben riconoscibili o strutture dalla conformazione chiara e melodica, quanto piuttosto ad un pathos teso ed opprimente, ‘magico’ nella più pura della sua accezione e fortemente evocativo, sfruttando per questo scopo elementi meno classici rispetto al black metal melodico e maestoso di cui gli stessi Arckanum sono stati tra i capostipiti: il lungo inizio, affidato alla titletrack apripista e persino la successiva “Nedom Etterböljorna” si basano su singoli riff ripetitivi, ossessivi, straziati fino allo sfinimento, accompagnati da poco rassicuranti rumori ambient di sottofondo (una riuscita ed inquietante costante di tutto l’album) e sovrastati dalle oscure invocazioni del mastermind svedese che opta il più delle volte per una suggestiva voce grave e pulita, rispetto all’utilizzo meno importante del tipico screaming che lo contraddistingueva in passato. Si dovrà attendere fino alla terza traccia per trovare una canzone che realmente possa incarnare tale definizione, e si noterà a fine ascolto che pochi saranno i frangenti in cui questo potrà essere fatto: “Den Förstfödde” segue fedelmente il proprio creatore in un’astrazione radicale rispetto all’usitato e all’ovvio, tanto per quel che riguarda l’aspetto filosofico che quello prettamente musicale, e se ne esce con un risultato criptico, largamente oscuro e di difficile comprensione, ma sicuramente genuino ed onesto, quasi necessario nello sviluppo spirituale di Shamaatae ed espressione della sua più viva e sperimentale esperienza. L’album quindi, riesce a suonare innovativo pur non volendo, ed è proprio questa singolare dicotomia a rendere affascinante e sofferto il percorso che si intraprende durante il suo ascolto, a rendere sinceramente suggestive le preghiere, le invocazioni e le formule magiche di cui sono pieni i componimenti, a trasformare in uno spaccato artistico interessante e a suo modo avanguardistico, un’apparente e scialbo tradimento degli Arckanum rispetto al resto della loro discografia. Invece che in un moto circolare, rappresentato da un ipotetico ritorno alle sonorità di “Fran Marder”, il viaggio dello svedese si realizza in una trionfante discesa verso il basso, verso lo sconosciuto, una caduta abissale di luciferina memoria che si allaccia indissolubilmente al credo blasfemo di Shamaatae e della sua opera.

TRACKLIST

  1. Den Förstfödde
  2. Nedom Etterböljorna
  3. Likt Utgårds Himmel
  4. Ofjättrad
  5. Ginnmors drott
  6. Låt Fjalarr Gala
  7. Du Grymme Smed
  8. Kittelns Beska
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