6.5
- Band: ARCKANUM
- Durata: 00:40:47
- Disponibile dal: 10/05/2013
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
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Shamaatae non si ferma e sfodera un altro lavoro sotto il marchio del suo progetto Arckanum, con il quale ormai tutti gli amanti del black metal underground hanno preso un po’ di confidenza. Logicamente “Fenris Kindir” si posiziona all’interno del trademark che Shamaatae è riuscito a creare in tutti questi anni e da questo punto di vista l’album non riserva grosse sorprese per quanto riguarda lo stile proposto. Rispetto alle ultime produzioni, però, la nuova release degli Arckanum denota un imbarbarimento complessivo del suono e dello stile, che diventa molto frammentato e caotico. Shamaatae non ritorna agli albori, al suo debutto “Fran Marder” o agli altri album prodotti negli anni ’90, ma il nuovo “Fenris Kindir” è senza dubbio più grezzo rispetto alle ultime produzioni della band. L’atmosfera di base è soffocante, sembra di essere negli Inferi e di venir investiti da un turbinio caotico di energie negative. La struttura frammentate delle canzoni contribuisce a creare questo senso vorticoso di musica caotica ed in certi casi disturbante. Forse con queste scelte gli Arckanum vogliono una volta di più rappresentare il loro concetto anticosmico e per farlo al meglio hanno adottato un black metal più barbaro e primordiale. Non mancano stacchi noise e c’è una carica black ‘n roll che trascina più di qualche brano. La tendenza anarchica e caotica della release sembra però il frutto di una lucida e consapevole scelta da parte dell’autore che ha voluto fare un passo indietro e ritornare alle origini del proprio sound. Il ritorno non è stato completato soltanto perché i ritmi non sono più forsennati come quelli di una volta, ma qui si stabilizzano su classici mid tempo. Su questa release non mancano gli esperimenti interessanti come in “Angrboða”, ma a livello generale il riffing non esalta e le canzoni spesso danno un senso di incompiutezza. A qualcuno farà senza dubbio piacere che un gruppo underground come gli Arckanum, nonostante da anni pubblichi per label importanti come Regain Records prima e Season Of Mist ora, sia tornato ad un sound più marcio, ma non sempre questa scelta si rivela essere quella vincente se non si accompagna ad una vena creatrice ispirata. Un album discreto, ma al di sotto delle aspettative nonostante alcune buone intuizioni di Shamaatae.
