ARCTIC PLATEAU – Songs of Shame

Pubblicato il 14/12/2021 da
voto
7.0
  • Band: ARCTIC PLATEAU
  • Durata: 00:45:29
  • Disponibile dal: 03/12/2021
  • Etichetta:
  • Shunu Records

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Quasi dieci anni di silenzio discografico non ci hanno fatto perdere il ricordo di dischi come “On A Sad Sunny Day” e “The Enemy Inside”, prime opere degli Arctic Plateau, il progetto dream pop/shoegaze di Gianluca Divirgilio. Entrambi pubblicati dalla Prophecy Productions, i dischi hanno permesso al musicista romano di farsi conoscere un po’ anche nel circuito metal, inserendosi nella scia di realtà come Anathema e Les Discrets, con cui peraltro il gruppo ha diviso il palco in alcune occasioni. Oggi gli Arctic Plateau ritornano finalmente con il loro terzo album, “Songs of Shame”, ennesima prova delicata e introspettiva di un percorso artistico che continua a snodarsi su ambienti sonori vicini al mondo dream pop, shoegaze e post rock, con un’impronta più pop e cantautorale ad avvolgere alcuni brani. Se il debut album viveva di toni estremamente soffusi e sognanti, con buona parte della durata dedicata a trame strumentali, già da “The Enemy Inside” Divirgilio ha iniziato a optare per un suono più ritmato e una forma canzone maggiormente tradizionale, con il risultato che la sua voce – a tratti dimessa, confidenziale, quasi timida – ha finito per ritagliarsi un proprio posto in più momenti della tracklist. Per “Songs of Shame” assistiamo quindi a un processo simile, che si traduce in un lotto di composizioni ben caratterizzate nel ritmo e nei versi. Pare che il leader del progetto abbia trovato, nell’evoluzione della sua musica, necessario questa sorta di indurimento del suono, forse per dare maggiore forza al bisogno di far sentire la propria voce, sull’onda di un’urgenza e di una forza comunicativa figlie di una sincerità e di un bisogno autentici. Divirgilio sembra essere una personalità complessa e tormentata: i suoi testi, pregni di malinconia tanto quanto la musica, sono espressione contorta di un autentico dilemma interiore. Le canzoni del disco, di conseguenza, denotano un notevole impatto emotivo che apparentemente sfiora il pessimismo, ma che, oltre il senso di disincanto, riescono invece a lanciare barlumi di speranza, soprattutto quando lo spleen di certi arpeggi incontra armonie non lontane dai The Cure. Se dunque la voce prova ogni tanto a prendere maggiormente la scena, sono pur sempre le chitarre, lucenti e disinvolte come al solito, a disegnare i passaggi più memorabili e a evocare immagini nostalgiche molto più di tante parole.
Con “Songs of Shame” Gianluca Divirgilio trova insomma ancora modo di mettersi metaforicamente a nudo attraverso la sua espressività, offrendo undici canzoni oneste e spontanee, contornate da una produzione organica che ci permette di gustare la performance dei musicisti senza troppi accorgimenti da studio, proprio come era accaduto nei capitoli precedenti.

TRACKLIST

  1. Song of Shame
  2. Saturn Girl
  3. No Need to Understand You
  4. Dark Rising Sun
  5. We're Never Falling Down
  6. The Bat
  7. L'Arsenale
  8. Venezia
  9. One Way Street
  10. Red Flowers
  11. Chlorine (Bonus Track)
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