ARÐ – Untouched By Fire

Pubblicato il 23/04/2024 da
voto
8.0
  • Band: ARÐ
  • Durata: 00:52:47
  • Disponibile dal: 26/04/2024
  • Etichetta:
  • Prophecy Productions

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La Northumbria parla ancora, attraverso i secoli: con voce arcana, remota, fatta di ricordi di vite polverose come pergamene ingiallite, polvere di battaglie, paesaggi naturali avvolti da brumose nebbie.
Lo fa con la voce e il doom sacrale di Arð, creatura solitaria di Mark Deeks (già nei Winterfylleth), ed ancora una volta ci regala un meraviglioso spaccato anglosassone di musica mistica, solenne e braci ardenti di storia.
“Untouched By Fire” è il secondo capitolo, ancora una volta in filigrana Prophecy Productions, di un viaggio nato in sordina e con gli anni andato oltre i propri stessi confini, senza perdere un solo briciolo di quella solida, cupa epicità dagli echi monastici che ne aveva caratterizzato l’esordio nel 2022.
Se però in “Take Up My Bones” illustrava la storia delle spoglie di San Cutberto, tra le pietre dell’abbazia di Lindsfarne e i regni di Mercia, questa volta il polistrumentista inglese tratteggia la figura di re Oswald a suon di riff rallentati ed imponenti, cori monastici e architetture sontuose fatte di violini e cornamuse (suonate da Robina Hully e Beverley Palin, accanto alla batteria di Callum Cox e alle corde di Dan Capp, autore anche dell’evocativo artwork del disco), dipingendone gli snodi narrativi con pennellate di note sapienti.
Ritroviamo, come già accennato, tutte le caratteristiche che avevamo apprezzato nell’esordio: la capacità di declinare il funeral doom sontuoso e introspettivo di scuola Skepticism con suggestioni di natura assorta a la Empyrium (“Beset by Weapons”), i suddetti cori monastici, baritonali, immoti come volte di cattedrali e fieri come vessi al vento – in questo senso “Name Bestowed”, uno dei pezzi migliori del disco a parere di chi scrive, continua a farci venire la pelle d’oca anche dopo numerosi ascolti – e un gusto per riff epici e anneriti (sicuramente parte integrante dell’attività di Deeks con la band madre).
Ad arricchire una proposta consapevole e compatta, troviamo una maggiore sicurezza in fase di scrittura (sicuramente frutto anche delle apparizioni live, all’inizio inaspettate e poi sempre più frequenti) nel confezionare momenti ruggenti come la risacca sulle scogliere della zona e stacchi sospesi nelle cui atmosfere è impossibile non perdersi (dall’iniziale “Cursed To Nothing But Pacience” alla finale “Casket Of Dust”), oltre ad un gusto per suggestioni delicate e quasi prog, modulate guardando all’operato degli ultimi Enslaved o Borknagar e filtrate da un gusto tutto davvero deliziosamente anglosassone, come si può apprezzare nel lento, desolato andamento di “He Saw Nine Winters”, costellato dalle note alte di chitarra e con una di quelle aperture, verso la fine del brano, di cui non ci scorderemo – per fortuna! – tanto facilmente.
Questo dimostra come, in un genere che fa di lentezza e certa ‘staticità’ i propri pilastri, si possa arrivare a tracciare la propria strada in maniera personale pur senza voler a tutti i costi innovare il proprio sound oltre chissà quali frontiere; qui, al contrario, è nello scavo, per certi versi quasi filologico, del passato che si trovano i propri punti di forza, lavorando di cesello (nella composizione tanto quanto nella produzione, ancora una volta in grado di valorizzare tanto i toni ‘liturgici’ che quelli epici o acustici) per restituirli agli ascoltatori davvero in grado di brillare.
Attendevamo con impazienza di ascoltare ancora una volta la voce di questa regione a Nord-Est della Gran Bretagna nella tonalità unica che Arð ha saputo portare nel panorama musicale odierno, e davvero siamo contenti di poter dire che le nostre aspettative non solo sono state attese, ma abbondantemente superate.
Per quanto ci riguarda, “Untouched By Fire” si candida come uno dei dischi dell’anno, e sicuramente è un album che gli amanti del genere non potranno fare a meno di apprezzare.

“From isle or battlefield
Return unbowed
Few in face of many”

 

 

TRACKLIST

  1. Cursed to Nothing but Patience
  2. Name Bestowed
  3. Hefenfelth
  4. He Saw Nine Winters
  5. Beset by Weapons
  6. Casket of Dust
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