7.0
- Band: ARGHOSLENT
- Durata: 00:42:03
- Disponibile dal: 03/03/2008
- Etichetta:
- Drakkar Productions
- Distributore: Masterpiece
Davvero niente male questi Arghoslent! La band americana è attiva sin dal lontano 1990 e questo “Hornets Of The Pogrom” è il terzo lavoro sulla lunga distanza. I ragazzi ci propongono un heavy death metal piuttosto epicheggiante ed abbastanza melodico, ma lontano dai trend attuali provenienti dalla Svezia. Le influenze dei nostri vanno ricercate da più parti, dai Manilla Road agli In Flames, dagli immancabili Iron Maiden fino al death metal floridiano. La parte del leone la fanno sicuramente le sei corde di Pogrom e Holocausto: i due chitarristi sono infatti autori di una performance memorabile ed alternano con gusto e competenza riffing serrati, assoli melodici e progressioni epicheggianti davvero da pelle d’oca. Peccato che la sezione ritmica, per quanto sfoggi una prova decisamente incoraggiante, non sia all’altezza dei solismi della coppia d’asce, altrimenti saremmo qui a parlare di capolavoro. Da segnalare anche il buon growling di The Genocider, forse troppo monocorde ma comunque intelligibile in ogni situazione. Musicalmente parlando abbiamo a che fare con un death metal appesantito da partiture epiche come in “Swill Of The Knave” o viceversa, cioè una struttura epic metal violentata da un’esecuzione prettamente death (“Oracle Of The Malefic Rhizome”). Nel secondo caso la band riesce decisamente meglio, grazie alla già citata capacità delle sei corde di creare un climax “guerresco” davvero notevole. Le tracce sono tutte di qualità superiore alla media e risultano strutturate piuttosto bene, anche se a volte i brani più lunghi tendono a diventare ripetitivi. In sostanza siamo davanti ad un lavoro piuttosto buono ma non esente da pecche. Gli Arghoslent non sono dei novellini e si sente, ma devono ancora trovare la quadratura definitiva del cerchio. Nel frattempo comunque “Hornets Of The Pogrom” continuerà a girare nello stereo di chi scrive per diversi giorni ancora, non fosse altro che per godere all’ascolto di un guitar work esaltante. Noticina finale: come avrete sicuramente capito dal titolo dell’album e dai nickname dei componenti del gruppo, ci troviamo davanti ad una band di estrema destra, con tutto ciò che ne consegue a livello lirico ed ideologico. Sta al lettore decidere se questo è un problema insormontabile per l’ascolto dell’album in questione.
