ARION – The Light That Burns The Sky

Pubblicato il 25/02/2025 da
voto
7.0
  • Band: ARION
  • Durata: 00:44:58
  • Disponibile dal: 28/02/2025
  • Etichetta:
  • Reigning Phoenix Music

Ma che bello ritrovare i finnici Arion, arrivati alla quarta prova in studio con una line-up ormai stabile e pronti a farci scapicollare e alzare le cornine al cielo come si faceva col power metal anni Novanta. “The Light That Burns The Sky” è il titolo della nuova fatica del quintetto che torna quindi sulle scene a quattro anni di distanza da “Vultures Die Alone”, con una formula che è sempre quella di un power metal diretto e moderno, con riff e melodie pensate per acchiappare l’ascoltatore e fargli cantare i ritornelli.
Dietro al mixer troviamo Matias Kupiainen, ormai diventato il chitarrista fisso degli Stratovarius, e non è un caso che l’ottima produzione dell’album faccia esaltare molto bene il lato istrionico e virtuosista di una band ormai lanciata in quella scena che conta Battle Beast e Beast In Black come pesi massimi.
Gli Arion, come era stato per l’ottimo “Life Is Not Beautiful”, decidono però di spingere sul doppio pedale anziché su quello che – caratterizzato da ritmiche molto cadenzate e muscolari – scherzosamente è stato definito ‘power metal da palestra’: una formula che quando vince non si cambia, evidentemente nella direzione di chi era adolescente nel quinquennio d’oro del power finnico/tedesco ed è ancora affamato di quelle sonorità.
Si parte infatti subito con la title-track, che non lascia alcuna ombra di dubbio su quello che troveremo nei quaranta minuti successivi: una grande attenzione a melodia e velocità coniugate da una perizia tecnica che solo i nordici riescono a trasmettere in questo genere. Chi conosce bene questo modo di suonare sa già cosa troverà: da quei colpi di piatto irresistibili dati da Topias Kupiainen della successiva “Like The Phoenix I Will Rise” o al basso di Georgi Velinov in primo piano di “Burning In The Skies”, passando per “Wings Of Twilight”, che vede la partecipazione di Melissa Bonny degli Ad Infinitum dietro al microfono.
Da qui in poi, però, finisce la carica che ci era stata data all’inizio come una iniezione di adrenalina: dietro a ogni angolo sapremo cosa trovarci, dalla rocciosa ed epica “From An Empire To A Fall” all’accelerata “Blasphemous Paradise”, con un richiamo velato a quel substrato chitarristico partito tanti anni fa dai Children Of Bodom e che continua a influenzare ancora tantissime band dei più disparati generi. Sicuramente, per fortuna, non si scade nella noia più totale, un po’ grazie alla voce di Lassi Vääränen che se la gioca fra un cantato pulito che diventa in alcuni punti quasi uno scream, mentre tutto il resto della compagine artistica riesce a rendere comunque personale qualsiasi passaggio, menzionando ovviamente Iivo Kaipainen alla chitarra e Arttu Vauhkonen alla tastiera, i veri due virtuosi del combo.
Finisce quindi che si arriva a “Into The Hands Of Fate”, con i suoi riff estremamente duri e spigolosi, con un cenno di assenso che non si trasforma, però, in un grido di esaltazione: gli Arion incantano, ma non fanno balzi avanti nonostante l’ottima perizia tecnica. “The Light That Burns The Sky” è sicuramente un buon disco di maniera, che potrà piacere parecchio a chi è nato, vissuto e forgiato dalla fiamma del power neoclassico.

TRACKLIST

  1. The Darkest Day
  2. The Light That Burns The Sky
  3. Like The Phoenix I Will Rise
  4. Wings Of Twilight (feat. Melissa Bonny)
  5. Burning In The Skies
  6. From An Empire To A Fall
  7. Wildfire
  8. Blasphemous Paradise
  9. Black Swan
  10. In The Heart Of The Sea
  11. Into The Hands Of Fate
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