ARJEN ANTHONY LUCASSEN – Songs No One Will Hear

Pubblicato il 02/09/2025 da
voto
8.0

Instancabile, pieno di idee e di progetti, il polistrumentista olandese Arjen Anthony Lucassen ritorna sulle scene da (quasi) solista con il nuovo “Songs No One Will Hear”. Ma, a differenza del titolo, per fortuna noi tutti avremo la fortuna di sentirle, queste ottime canzoni.
E se è passato solo un anno dal notevole disco live del concerto tenuto a Tillburg e dalla data di uscita passeranno solo pochi giorni rispetto al prossimo evento nella cittadina ormai patria degli ayreonauti (appassionati e fedeli seguaci di una delle forme musicali dell’altissimo e simpatico Arjen), è altrettanto vero che in realtà sono ben tredici anni che non si vedevano nuove uscite con il suo solo nome e cognome (“Lost In The New Real” è ormai del 2012). E da quel lontano 2012 troviamo un filo conduttore anche in questo nuovo lavoro, con personaggi che ritornano (il Dr. Slumber) e una scrittura simile con l’idea del narratore (in quel caso fu l’attore Rutger Hauer) che ci presenta i vari avvenimenti nel disco.
Inoltre, rispetto alle ultime uscite, in questa veste Arjen prende in mano quasi tutti gli strumenti: così come in fase di scrittura dei testi e della musica, è lui la mente di tutto. Questo non è un elemento negativo, dato che il gigante olandese ha sempre dimostrato una mente vulcanica; l’unico gradino di differenza rispetto alle super produzioni degli Ayreon o Star One sono forse le minori parti orchestrali e gli intrecci delle parti cantate più semplici.
Ma vedremo in fase di disamina che, nel caso di questo nuovo “Songs No One Will Hear”, la semplicità delle linee vocali, classici arpeggi e assoli ben calibrati renderanno l’ascolto molto gradevole.

Ayreon, Star One, Plan Nine, Supersonic Revolution negli ultimi anni, The Gentle Storm, Stream Of Passion precedentemente, una carrellata di collaborazioni (tra le ultime, quella con Simone Simons per il suo primo album solista): tutte queste sono la rappresentazione delle mille idee musicali e dei gusti personali di Lucassen, che spaziano dal progressive all’hard rock anni Settanta, dalle ballad al blues.
Per la gioia di ogni ascoltatore poi, egli è sempre alla ricerca di nuove voci e negli anni ha portato dietro al microfono cantanti già affermati, come per esempio tra gli altri Damian Wilson, Hansi Kürsch, Anneke van Giersbergen e Russell Allen, ma ha anche fatto debuttare nuove promesse, come Marcela Bovio proprio negli Stream Of Passion.

E la talentuosa messicana è una delle protagoniste assolute di questo nuovo “Songs No One Will Hear”, che parla degli ultimi cinque mesi della Terra, a causa di un asteroide destinato a colpirla.
Che sentimenti proverà l’umanità? Cosa faranno le persone? Da quello che poteva essere un tema cupo, Arjen al suo solito sprigiona invece un caleidoscopio di sonorità, da quelle malinconiche come in “We’ll Never Know”, che parla di una coppia che non vedrà nascere la propria figlia (affidata alla voce sublime di Floor Jansen dei Nightwish), a quelle più scanzonate/psichedeliche di “Shaggathon” e “Dr. Slumber’s Blue Bus”, dove la gente ormai rassegnata per l’impossibilità di scappare dall’impatto, decide di festeggiare la fine proprio sul luogo dove avverrà, come in un rito hippie settantiano.
Troviamo infine passaggi più mistici, introspettivi e con continui cambi di ritmo nella lunga e conclusiva “Our Final Song”, primo singolo estratto correlato da un video che è un mini-film, vero manifesto del pensiero tratto da questa ipotetica situazione narrata nel disco. Non racconteremo la fine del racconto, è giusto arrivarci alla conclusione delle nove tracce che compongono “Songs No One Will Hear”.

Chi conosce Lucassen e la sua lunghissima discografia, non potrà non fare propria questa ulteriore perla, che ha tutto quello che contraddistingue il suo percorso: suono progressive con moog e organo, freschezza di melodie con intrecci tra chitarre e violini, voci cristalline e cori angelici grazie a Irene Jansen e Marcela Bovio (sempre pronte dietro al microfono anche in quei rari eventi dal vivo), narratori come Mike Mills dei Toehider (in questo caso in veste di speaker radiofonico che racconta i momenti successivi alla notizia dell’asteroide e introduce le varie canzoni) e duetti coinvolgenti tra Robert Soeterboek (Plan Nine), Floor Jansen e Patty Gurdy che accompagnano l’ascoltatore durante l’evoluzione della storia.
Per chi invece non ha mai sentito Arjen, questo è un ottimo inizio, sia perché opera in sé (nelle varie uscite, inoltre, la versione con doppio CD vede nel secondo disco le canzoni senza Mike Mills e i suoi lanci radiofonici) e slegata da altri capitoli, sia perché è la quintessenza del suono, dello spirito e della musicalità dell’artista olandese.
Un altro gran disco che, nella sua semplicità, entra subito in testa.

TRACKLIST

  1. End Of The World Show
  2. The Clock Ticks Down
  3. Goddamn Conspiracy
  4. The Universe Has Other Plans
  5. Shaggathon
  6. We’ll Never Know
  7. Dr. Slumber’s Blue Bus
  8. Just Not Today
  9. Our Final Song
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.