ARKHON INFAUSTUS – Passing the Nekromanteion

Pubblicato il 20/10/2017 da
voto
7.5
  • Band: ARKHON INFAUSTUS
  • Durata: 00:33:32
  • Disponibile dal: 06/09/2017
  • Etichetta: Les Acteurs de l’Ombre Product
  • Distributore:

E’ un EP dalla durata piuttosto corposa il formato scelto dagli Arkhon Infaustus per il loro ritorno sulle scene, a dieci anni di distanza dall’ultimo full-length “Orthodoxyn”. Un lasso di tempo enorme, durante il quale il nome della band parigina non è mai caduto del tutto nel dimenticatoio, sopravvivendo nella memoria di chi – all’inizio del nuovo millennio – era solito nutrirsi di certo black/death e seguiva con interesse la scena d’oltralpe dei vari Antaeus, Blut Aus Nord e Deathspell Omega. Sarebbe stato facile per il leader DK Deviant, vista anche la recente mania per tutto ciò che è old school, ripresentarsi con un’opera che facesse il verso agli esordi di “Hell Injection” e “Filth Catalyst”, scriteriati amalgami di metal estremo tenuti insieme da sangue e follia omicida, ma questo “Passing the Nekromanteion” sembra volersi fare portavoce di un altro tipo di messaggio. Se la firma di un contratto con Les Acteurs de l’Ombre Productions, etichetta piccola e dal roster selezionatissimo, non costituisse già di per sé un indizio, ci pensano i sette minuti dell’opener “Amphessatamine Nexion” a fugare ogni dubbio e a condurci per mano in una dimensione umbratile, in cui la proverbiale attitudine satanica della band trova libero sfogo in un suono elegante e ricco di dettagli. Il guitar work, ora brutale e memore degli insegnamenti di Marduk e Morbid Angel, ora stratificato e pronto a schiudersi in melodie dal sapore drammatico, non è mai stato tanto ingegnoso, e lo stesso può dirsi della sezione ritmica, con il neoacquisto dietro le pelli Skvm (Temple of Baal, The Order of Apollyon) lungi dal ricorrere soltanto a tempi serrati e blast beat, degno corollario per l’incedere simil-liturgico della tracklist. Risulta insomma chiaro che nel lungo break gli Arkhon Infaustus non siano rimasti seduti sugli allori, affinando ulteriormente le intuizioni del suddetto “Orthodoxyn” per guadagnarne sia in termini di scorrevolezza che di passionalità, come peraltro intuibile dall’ascolto di una “The Precipice Where Souls Slither”, composizione splendida che da sola vale il prezzo del biglietto. L’undeground europeo ha ufficialmente ritrovato uno dei suoi nomi migliori.

TRACKLIST

  1. Amphessatamine Nexion
  2. The Precipice Where Souls Slither
  3. Yesh Le-El Yadi
  4. Corrupted Épignosis
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