2.0
- Band: ARMADA
- Durata: 00:48:54
- Disponibile dal: 23/06/2003
- Etichetta:
- LMP
- Distributore: Spin-go
Il metal è un genere in evoluzione, sicuramente uno dei pochi rimasti capace di rinnovarsi e proporre nel tempo nuove forme e soluzioni. Molti non sono però in grado di cogliere questa grande qualità della musica estrema, e la considerano a tutti gli effetti un genere in declino, semplicemente perché le attuali uscite non sono all’altezza di quelle degli anni ’80, decennio considerato, a torto, il periodo d’oro del metal. Ecco quindi che per soddisfare la sete di sonorità classic di (troppi) fan piuttosto chiusi, alcuni gruppi più in vista danno alle stampe dischi che sono la fotocopia di quelli già proprosti in passato e che, se allora avevano un senso, oggi sono semplicemnete ridicoli (Manowar su tutti), mentre altri, del tutto sconosciuti, imitano i primi proponendo la brutta copia della fotocopia. Del resto, se un mercato c’è, perché non sfruttarlo soprattutto quando, nel momento in cui si dà luogo a queste bieche operazioni commerciali che poco hanno a che fare con la musica e l’arte, si viene anche apprezzati come Defenders? Ma difensori di cosa? Del portafoglio delle case discografiche, forse? Ad ogni buon conto, gli Armada (già il nome è un programma) appartengono alla seconda schiera dei gruppi sopra descritti e, con questo “Rage Of The Armada”, propongono un disco inutile, scontato, privo di qualsiasi originalità, che chi scrive non sente di consigliare a nessuno se non al proprio peggior nemico. Dischi come questo sono la precisa ragione per cui la gente pensa che il metal sia musica da mentecatti: basta con gli intro, con gli interludi, con i temi fantasy (i Led Zeppelin li hanno proposti trent’anni fa!), con i cavalieri, le spade ed affini, non se ne può più! Inutile parlare delle canzoni che sono quanto di più asettico si sia sentito, o della scarsa prova dei musicisti. Semplicemente non comprate questo disco!
