ARMAGEDDA – Svindeldjup Ättestup

Pubblicato il 02/06/2020 da
voto
7.0
  • Band: ARMAGEDDA
  • Durata: 00:48:51
  • Disponibile dal: 29/05/2020
  • Etichetta:
  • Nordvis Produktion

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Avevamo lasciato il duo svedese ormai dieci anni fa con un EP di inediti ripescati dal loro oscuro passato e la prospettiva di uno scioglimento definitivo, ma come ben sappiamo di definitivo c’è solo la morte – e anche su questo ci sarebbe da dubitare, pensando ai mille rimpasti post-lutto a cui abbiamo assistito nella storia del metal. Ciò che conta, alla fine, è che, dopo oltre tre lustri dall’ultimo album di inediti, Andreas Petterson e Graav abbiano deciso di riunire le forze per un nuovo disco. Diamo delle coordinate: la copertina è a cura di Erik Danielsson dei Watain, una band con cui gli Armagedda condividono in parte l’approccio sonoro (meno gli esiti…), mentre dietro il mixer troviamo M., mastermind dei Mgla e produttore di diversi eccellenti dischi degli ultimi anni; ci sono insomma tutte le premesse per puntare a un ritorno col botto, e si nota subito come un produttore d’eccezione riesca in questo caso a tirare fuori il meglio di una band che non è mai riuscita, a nostro giudizio, a stagliarsi sopra la media. In questo caso, sicuramente, il loro songwriting e l’attitudine iconoclastica emergono al meglio, alternando momenti più furiosi ed esaltanti ad altri più riflessivi e malati. Purtroppo, dopo una partenza oggettivamente strepitosa (“Ond Spiritism”), la sensazione è che gli Armagedda si siano lasciati guidare fin troppo dalla mano di M., puntando a cristallizzare quanto di buono sanno fare, e a modernizzare al tempo stesso le loro istanze brutali alla luce di quell’approccio più melodico che caratterizza il microcosmo del moderno black metal dell’Est, senza però  una chiara impronta personale. Questa nuova strada la esplorano ricorrendo al tremolo picking squillante e a passaggi che esulano dal puro quattro quarti da chiamata alle armi (come in “Djupens Djup”), che pure resta evidentemente il loro punto di forza. Su questo fronte più bellico, quasi tutti i brani sono di buona fattura, ma come in passato espongono presto il fianco alla prevedibilità; meritano menzione speciale, anche grazie a un certo gusto vagamente viking, “Flod Av Smuts” o “Evigheten I En Obrytbar Cirkel”, che pure perde qualcosa nella sua eccessiva verbosità e nei cambi di tempo della seconda parte. Se quindi gli Armagedda ci presentano con “Svindeldjup Ättestup” il loro disco più pulito, perdono da una parte quelle radici tipicamente svedesi (tra Pest e Watain) che erano la loro matrice, e dall’altra continuano a confezionare brani un po’ troppo standardizzati, solo meglio infiocchettati.

TRACKLIST

  1. Det Sjuttonde Året
  2. Ond Spiritism
  3. Likvaka
  4. Djupens Djup
  5. Guds Kadaver (En Falsk Messias)
  6. Flod Av Smuts
  7. Evigheten I En Obrytbar Cirkel
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