ARMAGEDDON – Captivity & Devourment

Pubblicato il 03/02/2015 da
voto
7.0
  • Band: ARMAGEDDON
  • Durata: 00:44:23
  • Disponibile dal: 15/01/2015
  • Etichetta:
  • Listenable Records
  • Distributore: Audioglobe

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Circa tre anni fa Christopher Amott, il fratello un po’ meno famoso degli Arch Enemy, decise di separarsi dal gruppo rilasciando un comunicato dove asseriva di lasciare il gruppo per dedicarsi ai suoi progetti musicali personali e qualcuno (come anche chi scrive ad esempio) aveva pensato che volesse liberarsi dall’ombra ingombrante del fratellone Michael. Certo da allora il buon Christopher non è di certo restato con le mani in mano: ha scritto un disco solista, ha formato e sciolto una band, tali Ghost Ship Octavius (in compagnia dell’ex batterista dei Nevermore Van Williams) e riformato un’altro gruppo, questi Armageddon, rimasti ibernati per più di dieci anni. L’ultima uscita discografica di questo gruppo – la terza – era targata ben 2002 e tutti sappiamo quanto sia difficile riprendere il filo dopo tanti anni di silenzio. Ma ascoltando “Captivity & Devourment” non parrebbe essere passato tanto tempo, anzi. Forse, un po’ malignamente si potrebbe dire che in questo progetto Christopher pare voler mettere tutto ciò che non è riuscito a far confluire negli ultimi anni di Arch Enemy, ed in tutta sincerità dobbiamo riconoscere che il risultato finale è più che godibile, fresco e ispirato e forse qualitativamente persino superiore rispetto alle ultime pallide uscite della sua ex-band. Sarebbe però tecnicamente non del tutto esatto definire gli Armageddon come una band alla Arch Enemy, piuttosto crediamo che sia più giusto dire che sono ad essi una valida alternativa, se non addirittura una loro evoluzione. Riff in salsa heavy/thrash molto orecchiabili, frizzanti, talvolta groovy e talvolta più efferati la fanno da padrone, non senza svariati richiami alla scuola melodic death alla Dark Tranquillity, specie nelle parti solistiche molto ariose ma assolutamente di eccellente fattura (d’altra parte, come si suol dire, buon sangue non mente). Poi abbiamo belle parti acustiche nonché qualche chorus melodico degnamente piazzato e dal retrogusto heavy/prog (un po’ alla Nevermore, tanto per intenderci sentite il ritornello di “The Watcher”) che ben si confà allo spirito generale del disco. Sarà interessante seguire i risvolti stilistici di questo gruppo per capire se sapranno ritagliarsi una personalità propria e non solo una bella malgama di idee prese un po’ di qua e un po’ di là. Sicuramente un ascolto consigliato agli amanti del genere e il consiglio di tenere d’occhio i lavori del piccolo Amott, potrebbero regalarci delle gradite sorprese.

TRACKLIST

  1. Captivity & Devourment
  2. Locked In
  3. Rendition
  4. Fugitive Dust
  5. Conquer
  6. Thanatron
  7. Background Radiation
  8. The Watcher
  9. Equalizer
  10. Giants
1 commento
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