7.5
- Band: ARMAGH
- Durata: 00:39:34
- Disponibile dal: 15/03/2024
- Etichetta:
- Dying Victims Productions
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Le aspettative che si creano rischiano di confonderci, a volte: a leggere Polonia o Dying Victims, a vedere la foto con i giacchetti di jeans e i baffi a manubrio, a guardare il vecchio logo sanguinolento ed appuntito non si può far altro che immaginarsi uno speed indiavolato con riferimenti più o meno satanici. E invece no.
Gli Armagh vengono da quei lidi – basta spendere qualche minuto a sentirsi le prime release – ma hanno innegabilmente intrapreso un percorso che già nel precedente “Serpent Storm” faceva intravedere la volontà di muoversi verso orizzonti molto più vasti. Dopo ascolti ripetuti, possiamo dire chiaramente che “Exclamation Po!nt” (sì, scritto così) riesce nel suo intento di progredire ancora e di mostrarci una band intenzionata a sconfinare in diverse direzioni.
Anche se con risultati musicali differenti, ci sentiamo di accostare l’evoluzione degli Armagh a quella dei The Night Eternal, nella volontà di spaziare fra estremo, classico e altro ancora: se ad esempio l’opener “Rough Edges” nei suoi primi momenti può ancora far pensare alle cavalcate speed metal, basta l’interpretazione vocale del cantante Galin Soulreaper curata, narrativa e appena appena sabbathiana a mettere qualche dubbio su dove ci stiamo dirigendo, stilisticamente parlando. Con la successiva “Masters Of Time” emerge chiaramente un amore incondizionato per la NWOBHM, ma per il versante più dark di creature come Cloven Hoof o Witchfynde: in questo senso, gli Armagh ci offrono delle parti strumentali veramente ben riuscite (lo stesso feeling ritornerà più avanti in “The Portal”). La terza “Aftermath” se possibile mette tutti ancora più in riga con melodie che vanno verso un certo metal dal sapore epico e folkeggiante che ricorda Magnum (periodo “Chase The Dragon”) o Skyclad.
A questo punto diventa chiaro: gli Armagh ormai sono davvero abili nel comporre brani strutturati ma sempre molto orecchiabili e coinvolgenti, sia quando seguono percorsi più semplici (certe cavalcate maideniane parlano da sole) sia quando decidono di inoltrarsi in territori più complessi. Sfidiamo chiunque a non riconoscere con piacere i Blue Oyster Cult in “This !s New A” o altre finezze qua e là che – sempre incastrate in un contesto decisamente ‘metal’, attenzione – tributano perfino realtà come Jethro Tull o Kansas.
Ad ascolto concluso, sono le chitarre di Vikk Vandall e del citato cantante Galin Soulreaper a mostrare una competenza magistrale negli Armagh, sorrette da arrangiamenti dei brani sono sempre ben concepiti. Apparentemente tutto bello, fino a qui: cosa manca ancora quindi per arrivare al top? Pochissimo, probabilmente un singolo micidiale e un po’ più di focus, visto che nel suo voler offrire tantissimo, “Exclamation Po!nt” talvolta ci regala perfino troppo e necessita davvero di tantissimi ascolti per essere assimilato. Avercene, comunque. Una band da tenere davvero d’occhio.
