ARS MANIFESTIA – Il Mattino della Follia

Pubblicato il 16/04/2023 da
voto
6.5
  • Band: ARS MANIFESTIA
  • Durata: 00:47:37
  • Disponibile dal: 02/02/2023
  • Etichetta:
  • Fog Foundation

Il percorso del progetto Ars Manifestia ha sempre guardato all’introspezione e non si è mai dimostrato scontato: il black metal che fa da base ai cinque full-length album usciti sotto questo monicker è un collante che unisce e fa da trampolino di lancio a delle aperture sonore sempre diverse.
Sul nuovo “Il Mattino della Follia” il mastermind Harmful (ex Neldoreth) ha compiuto un ulteriore percorso di ricerca ed il risultato si trova all’interno dei cinque brani di questo lavoro; anche stavolta la musica degli Ars Manifestia non è facile da assimilare nei primi ascolti, ci vuole del tempo affinché si riesca a penetrare nel mondo dipinto da questo solo project italiano. Diciamo anche che i lavori della band sono abbastanza diversi l’uno dall’altro proprio perché l’artista nostrano vuole di volta in volta spaziare verso nuovi lidi sonori.
Già l’opener mette in crisi chi voglia per forza di cose etichettare entro limiti definiti la musica di questo “Il Mattino della Follia”: la follia del resto, che in parte anima questa release, per definizione non è circoscrivibile o comprensibile; “London 28 December 666” ci lascia con il fiato sospeso perché è un brano senza una vera e propria fine, facendo da vero e proprio da apripista a quello che viene dopo. Non é facile seguire la band in questo viaggio d’esplorazione, in quanto tutti gli incipit delle canzoni presenti su questo CD cominciano con una parte arpeggiata e sembrano appartenere a delle sfere emotive diverse tra loro.
Ad ogni modo, con la seguente “I Don’t Make an Effort To Share” sembra prevalere un senso di disagio, che l’autore è restio a condividere con gli altri. Dall’esterno possiamo solo ipotizzare che questo malessere esistenziale/sociale/spirituale (non conosciamo la sua natura) porti dentro di sé tanta rabbia, tradotta in una musica che non è solo black metal, ma ha persino radici punk (richiamando alla mente l’astio dei Contropotere, che metal non sono).
Con l’inizio suadente di “The Warmth” torniamo invece dentro al mondo più propriamente black metal dai tratti decisamente ‘noir’, sofferto, depresso e freddo (a differenza di ciò che può lasciar presagire il titolo del brano). Arriviamo così alla titletrack, che ha il minutaggio più importante di tutta la release, ma non è un brano troppo focalizzato e non riesce a lasciare il segno, purtroppo, a causa della sua stessa natura troppo multiforme. Ma non per questo passano inosservati gli esperimenti qui compiuti, che sono rintracciabili anche all’interno di tutte le altre canzoni del full-length: parti post-rock, alcune quasi prog, passaggi che possono avvicinarsi ai Katatonia, o arpeggi capaci di elevare lo spirito come fecero ad esempio gli Himinbjorg di “Haunted Shores” e tanto, tanto altro.
Di tutto questo lavoro, valido ma forse un po’ troppo rarefatto e sfuggente, ciò che affascina è la voglia di ricerca dell’autore. Manca forse da fare il salto più coraggioso di tutti: staccarsi ancor più dalle radici black metal ed elaborare qualcosa di ancora più personale ed unico. Anche i suoni potrebbero essere più ricercati per creare un unicum musicale, a quel punto sì che il progetto diventerebbe davvero molto interessante. Nella finale “The Void” si ritrova per l’ennesima volta quella voglia di chiudersi in se stessi e cercare una via propria, lontana da tutto e tutti, un po’ come quello che cercarono di fare i C.S.I. ritirandosi nel Finistère francese per creare “Ko de Mondo”, poco conta se i due gruppi appartengono a due universi sonori lontani anni luce, l’amore per la musica e la curiosità di sviscerarne i segreti sembra essere la medesima.
A questa canzone conclusiva non manca nulla, ha una grande atmosfera ed il riffing è semplice quanto efficace, ma anche qui si poteva osare di più ed uscire dagli schemi. L’album è interessante e se ne consiglia l’ascolto; il voto non è altissimo perché alla fine rimane un senso di incompiutezza, di quello che poteva essere e che non è stato.

TRACKLIST

  1. London 28 December 666
  2. I Don’t Make an Effort To Share
  3. The Warmth
  4. Il Mattino della Follia
  5. My Void
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