ARSIS – Unwelcome

Pubblicato il 07/06/2013 da
voto
7.0
  • Band: ARSIS
  • Durata: 00:36:37
  • Disponibile dal: 29/04/2013
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Gli Arsis ci hanno da sempre abituati ad una certa discontinuità qualitativa che differenzia le loro uscite sulla lunga distanza. Dopo il precedente e non particolarmente azzeccato “Starve For The Devil” eccoli infatti tornare con questo “Unwelcome”, lavoro che sin dalla copertina si rivela piuttosto cupo ed intenso. Il technical melodic death metal dei Nostri non ha subito particolari variazioni; semmai in questa nuova fatica è stata accentuata una certa telluricità mutuata dal thrash ed è stata fatta la scelta di rendere il suono meno pulito ed in un certo qual modo più soffocante, accentuando quindi la vicinanza alla scena estrema. Non attendetevi mirabilia da “Unwelcome”: gli Arsis migliori e più fantasiosi sono ben altri. In questo caso però ci troviamo davanti ad un lavoro potente e coeso, in certi frangenti anche moderno; la tecnica strumentale rimane il vero punto di forza di James Malone e compagnia, sebbene nei dieci brani qui presenti venga sciorinata in maniera più avveduta e parsimoniosa. Forse la maggiore alchimia tra i vari strumenti è stata possibile grazie ad una line up che – miracolosamente – rimane uguale a quella dell’EP “Leper Caress” uscito lo scorso anno. Malone rimane un chitarrista superiore alla media, palesemente innamorato dei grandissimi nomi degli anni Ottanta, ma stavolta appunto limita le proprie scorribande soliste e contiene anche le sbrodolate melodiche che hanno fatto la fortuna della band. Di contro, scegliendosi come spalla un musicista meno talentuoso dei suoi predecessori ma molto più solido come Brandon Ellis, ha fatto evolvere gli Arsis in una macchina da riff veramente impressionante. “Unwelcome” vive proprio su delle ritmiche preponderanti e massicce, sopra le quali risaltano ancora di più i ricami delle chitarre. I dieci brani qui contenuti solo raramente cedono alla melodia di matrice svedese tout court: a questo proposito segnaliamo “Handbook For The Recently Deceased” che, dopo una prima parte estremamente tecnica e moderna, si trasforma in un tipico melodeath da applausi; anche la cover di “Sunglasses At Night” di Corey Hart (!) volge lo sguardo nella stessa direzione, sebbene risenta dell’eccessiva semplicità dell’originale. Di contro gli altri brani sono un concentrato di death e thrash molto tecnici, mai oltranzisti e sempre e comunque dentro il solco rassicurante della tradizione; semmai ci pare di scorgere tra le righe un rinnovato amore per il classic metal, qui riproposto ovviamente in salsa Arsis, come dimostrano brani quali “Choking On Sand” e “Let Me Be The One”. A nostro parere il brano che meglio rappresenta la band in questo album è “No One Lies To The Dead”, nella quale convivono thrash, techno death simil Spawn Of Possession, classic metal (ascoltate il chorus) ed un senso melodico mai preponderante. Deboluccia invece la chiusura con “Scornstar”, brano carino ma piuttosto privo di mordente. Come ormai avrete capito, la quinta fatica del combo di Virginia Beach è priva dello spunto del fuoriclasse assoluto, ma mantiene lo standard medio su livelli piuttosto elevati e permette a Malone e compagnia di continuare a rimanere meritatamente tra i grandi del genere.

TRACKLIST

  1. Unwelcome
  2. Carve My Cross
  3. Handbook For The Recently Deceased
  4. Choking On Sand
  5. Let Me Be The One
  6. Sunglasses At Night (Corey Hart cover)
  7. Martyred Or Mourning
  8. No One Lies To The Dead
  9. I Share In Shame
  10. Scornstar
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