ÁRSTÍÐIR LÍFSINS – Aldafǫðr Ok Munka Dróttinn

Pubblicato il 09/06/2015 da
voto
8.0
  • Band: ÁRSTÍÐIR LÍFSINS
  • Durata: 01:20:51
  • Disponibile dal: 11/12/2014
  • Etichetta: Van Records
  • Distributore:

Ci sono tanti modi per fare viking (o pagan) metal. C’è il viking death degli Unleashed o degli Amon Amarth, il sofisticato viking black degli Enslaved o degli Einherjer (almeno, nella seconda parte della loro carriera), il black folk dei Falkenbach, il folk/prog dei Týr e molto altro. Quasi nessuno, però, sa molto della musica che i barbuti navigatori nordici suonavano e pochissimi cercano di conciliare questa musica con il metal. Tra questi possiamo sicuramente annoverare gli Árstíðir Lífsins che fanno, con la musica tradizionale della loro terra (l’Islanda) qualcosa di vagamente assimilabile a ciò che i Primordial hanno fatto con quella irlandese. I tre islandesi, arrivati al terzo full-length, ci propongono un doppio CD che alterna – in ugual misura – un ottimo black metal a momenti cui il termine folk va parecchio stretto. Gli Árstíðir Lífsins hanno un approccio ritualistico, fatto di effetti sonori, strumenti acustici e tradizionali ed un parlato in lingua madre, con un profondo cantato pulito che accompagna sia le parti folk che quelle black (nelle quali è alternato e sovrapposto ad un classico scream). Le atmosfere che la band riesce a creare sono uniche e suggestive: la sensazione è quella di uno skald che racconta antiche storie, nel silenzio delle sale di un freddo palazzo nordico. La proposta della band non è affatto semplice, ma riesce ad ammaliare e catturare già dal primo ascolto, tra panorami onirici e cupi come l’inverno. Così quando il crepitio del fuoco segna l’inizio del secondo CD (con “Tími er kominn at kveða fyrir þér”) e la voce profonda e maestosa, accompagnata da un corno lontano,  passa quasi in modo impercettibile dal parlato al cantato, veniamo anche noi trasportati attorno al falò da campo; ecco dei tamburi ed il resto delle persone che si uniscono al coro. Continua la narrazione, questa volta senza nessun innesto black metal, fino al termine della magia, quando ci troviamo, straniti, esattamente dove eravamo all’inizio dell’ascolto. C’è tanto che (purtroppo) non possiamo cogliere (i versi in antico norreno, la metrica dróttkvætt usata dalla band), ma questo non penalizza assolutamente l’ascolto. Se amate le sonorità nordiche, cupe come le acque del mare del Nord e, come queste, mutevoli, questo disco sarà una vera e propria rivelazione, qualcosa che definirà un nuovo standard per ciò che viene chiamato “viking metal”; ma non attendetevi atmosfere allegre e storie di bevute o di epiche razzie, gli Árstíðir Lífsins ci consegnano quello che c’è di più vicino alla musica di quei tempi, una musica che è la perfetta espressione di uomini duri, che vivevano e navigavano in condizioni estreme, la musica di una cultura che conviveva in modo quotidiano con la morte. “Aldafǫðr Ok Munka Dróttinn” è un disco poetico ed intenso, difficile ma coinvolgente, una ricerca ed una testimonianza storica fatta di cieli scuri, roccia nera, acque grigie e candida neve. Non alzerete il calice a Thor, ma vi siederete ad ascoltare i tre skaldi islandesi.

TRACKLIST

  1. Kastar Heljar Brenna Fjarri Ofan Ǫnundarfirðinum
  2. Knǫrr Siglandi Birtisk Á Löngu Lláu Yfirborði
  3. Þeir Heilags Dóms Hirðar
  4. Úlfs Veðrit Er Ið CMXCIX
  5. Máni, Bróðir Sólar Ok Mundilfara
  6. Tími Er Kominn At Kveða Fyrir Þér
  7. Norðsæta Gætis, Herforingja Ormsins Langa
  8. Bituls Skokra Benvargs Hreggjar Á Sér Stað
  9. Sem Lengsk Vánar Lopts Ljósgimu Hvarfs Dregr Nærri
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