7.5
- Band: ART OF SIMPLICITY
- Durata: 00:57:59
- Disponibile dal: 16/01/2007
- Etichetta:
- Burning Star
- Distributore: Masterpiece
Amanti del progressive metal annotate sull’agenda il nome degli Art Of Simplicity perché in un futuro prossimo potrebbero diventare una delle band di punta dell’intera (sotto)scena. “Caught In This I Less Storm”, ci mostra sei ragazzi alle prese con una musica senza frontiere che tra heavy metal, rock, dark e jazz, che tortura le orecchie e il cervello dell’ascoltatore alternando atmosfere sognanti a pezzi aggressivi, passaggi oscuri e cerebrali a stacchi nervosi, senza dimenticare un pizzico di freddezza elettronica che di tanto in tanto trova spazio fra i brani. L’inizio (trascurando l’intro) è subito indicativo: “Vigil” è una canzone “schizzata”, che ci ricorda per approccio mentale, emotività ed interpretazione vocale i Pain Of Salvation di “Entropia” e “One Hour By The Concrete Lake”. L’influsso della band svedese non si fermerà alla prima traccia anche perché la timbrica del singer Giorgos sembra clonata direttamente da Daniel Gildenlow in persona, tuttavia il sestetto greco dimostra di potersi muovere già con le propie gambe, grazie agli inserti di violino utilizzati sistematicamente, all’utilizzo di strumenti a fiato ed alla voglia di sperimentare, con dissonanze vertiginose come accade in alcuni frangenti della disturbante “Iless”. “A Search For Numb” e “From A Frightened Soul”, si contendono lo scettro di brano più bello; la prima è una canzone che predilige il lato emozionale, mentre la seconda segue un andamento più progressivo che comprende un inizio oscuro, ritmiche heavy in una fase centrale più pesante e un ritornello di presa ma non banale. D’obbligo una citazione per “The Last Lust”, pezzo più lungo ed articolato del disco che colpisce soprattutto per un finale da brividi in un crescendo che inizia con suggestioni psichedeliche da jam session e abbraccia assoli di chitarra e tastiera, vocalizzi femminili su un tappeto ritmico strepitoso. Qualche piccola crepa affiora solo quando il sound generale appare appesantito da qualche orpello strumentale di troppo che va a limitare la scorrevolezza delle linee vocali come accade in “Looks From The Mirror”, ma considerando che “Caught In This I Less Storm” è il debutto ufficiale per la band ellenica, si può parlare di peccato veniale. A dispetto del monicker gli Art Of Simplicity suonano musica articolata che richiede un ascolto attento e impegnativo, reso appagante da classe e personalità che potrebbero portarli lontano.
