ART X – The Redemption of Cain

Pubblicato il 18/10/2016 da
voto
7.5
  • Band: ART X
  • Durata: 00:57:51
  • Disponibile dal: 10/28/2016
  • Etichetta: Metalville
  • Distributore:

Sotto il neonato monicker di Art X si cela un lussuoso progetto solista capitanato da Gabriele Bernasconi, valido cantante e compositore italiano con oramai anni di esperienza in seno agli ormai scioltisi Clairvoyants (o The Clairvoyants nella loro versione tributo agli Iron Maiden) prima, e ai progster Mirrormaze in tempi più recenti. A questo punto della sua carriera l’artista lombardo non si fa però bastare la militanza nelle sopracitate band e trova uno sfogo per la sua creatività incamminandosi sui difficili sentieri della rock opera, mettendosi al virtuale inseguimento di idoli come Tobias Sammet e Arjen Lucassen. Proprio con i lavori di Avantasia e Ayreon questo album “The Redemption Of Cain” condivide quindi la sua struttura più esterna, che presenta brani scritti come un libretto teatrale, con un cast di musicisti quali il bassista Steve DiGiorgio (Testament), il tastierista Oliver Palotai (Kamelot) e il batterista Giuseppe Orlando (The Foreshadowing, ex-Novembre) e una serie di cantanti ospiti ognuno ad impersonare uno specifico personaggio. Senza entrare subito nel merito dei nomi coinvolti a livello vocale, com’era prevedibile tutti di un certo peso, vogliamo iniziare con il dirvi che la cosa che di fatto ci ha convinto di più è comunque il songwriting, al di sopra addirittura dell’aspetto puramente esecutivo. Art X, infatti, fa qualcosa che un banale lavoro-fotocopia non avrebbe fatto: prende le distanze dalle caratteristiche principali – quelle più ovvie – sia di Avantasia che di Ayreon, per dipingersi invece un mood e uno stile tutto suo, molto personale. Sono infatti assenti su “Redemption Of Cain” le massicce iniezioni ‘Lucasseniane’ nelle frange più progressive del rock settantiano, così come l’approccio è decisamente meno scientifico e filosofico rispetto a quello dell’artista olandese. E, similarmente, è assente anche l’approccio teatrale ed enfatico del simpatico Sammet e il suo orientamento molto votato alla fruibilità di ascolto. “Redemption Of Cain” non scava quindi tra interessanti teorie universali metafisiche o barocche storie riguardanti scienziati agnostici, ma penetra subdolamente a fondo negli sconosciuti meandri dei sentimenti umani, dipingendo il proprio quadro non con i colori freddi e artificiosi di Arjen e nemmeno con quelli squillanti di Sammet, ma usando una tavolozza più sfumata, in cui l’eleganza a volte un po’ barocca è da preferire all’eccesso. E’ proprio questa la sensazione che ci accompagna durante l’ascolto di “Memoriae” e dell’intro di “Knowledge & Death”, passaggi entrambi malinconici e appoggiati su atmosfere appunto più barocche, dense di voci sussurrate e strumenti arpeggiati. Anche la musica che si snoda dopo l’esplosione elettrica susseguente il primo minuto della seconda traccia tra quelle citate, pare in qualche modo essere stata ‘ammaestrata’, tenuta a bada e vestita di un aspetto più triste e oscuro, grazie a belle tastiere e ricchi arrangiamenti. Il compositore Bernasconi si alterna nei successivi cinque col leone Blaze Bayley (ex-Iron Maiden), tracciando i limiti di un pezzo che ci è piaciuto molto. André Matos (ex-Angra), Selina Jussich e Roberto Tiranti (Labyrinth) aggiungono le proprie ugole al quadro generale, cantando sulla successiva drammatica coppia “The First Sacrifice” e “The Second Sacrifice”, doppietta di brani liricamente molto belli che dipingono con una veemenza anche sul piano strumentale i sentimenti contrastanti e terribili provati dal protagonista del concept a seguito del litigio col padre Adamo e a causa della conseguente uccisione del proprio fratello Abele. La vicenda prosegue su toni più meditativi con “Crime, Pain And Penance”, brano multiforme ma generalmente caratterizzato da un andamento appunto più malinconico, intriso di insonne rancore. Amanda Somerville (Avantasia) si ritaglia il proprio spazio sulla successiva “Lilith” e rappresenta una più che bella sorpresa, allietando con la sua voce la struttura vagamente progressiva del brano. Note di un piano spesso presente fanno da supporto ad altri eleganti arrangiamenti e ci presentano un Bernasconi molto maturato, quasi più bravo nel colorare la propria voce sui passaggi più interpretativi che a spingersi verso note alte come faceva ai tempi del suo vecchio tributo ai Maiden. La traccia si ispessisce poi parallelamente all’incupirsi delle liriche, riportando sul piatto quel rancore e quell’odio che sembrano essere la cifra ultima del carattere di Caino. La ballad “A Wife’s Love” apre il sipario su sonorità ancora diverse, quasi folk, ma a convincerci veramente sono le conclusive “The Keeper” e “Eden, Finally…” nelle quali compaiono tutti i personaggi del cast, con l’aggiunta di un ottimo Zackary Stevens (Savatage, Circle II Circle), come sempre espressivo e coinvolgente su queste sonorità. Come dicevamo, “The Redemption Of Cain” è un viaggio decisamente ben riuscito, che riesce a ricavarsi una sua propria declinazione nell’ambito delle rock opera, schivando i soliti scomodi paragoni che si è soliti fare. Ben fatto.

TRACKLIST

  1. Memoriae
  2. Knowledge & Death
  3. The First Sacrifice
  4. The Second Sacrifice
  5. Crime, Pain and Penance
  6. Lilith
  7. Lucifer
  8. A Wife's Love
  9. The Keeper
  10. Eden, Finally...
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.