ARTLANTICA – Across The Seven Seas

Pubblicato il 11/06/2013 da
voto
7.0
  • Band: ARTLANTICA
  • Durata: 00:47:37
  • Disponibile dal: 24/05/2013
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe

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Volendo cominciare con i classici detti ‘da cantina’, possiamo introdurre questa recensione con ‘la mela non cade mai lontano dall’albero’. Vi omaggiamo di questa perla di saggezza popolare perché essa rappresenta il modo migliore di spiegarvi la genesi degli Artlantica, nuovo nome, ma solo in apparenza, nella scena metal più classica. Pur essendo, formalmente, alle prese con il proprio debutto, in formazione troviamo infatti ben tre quinti di una nota band neoclassica del primo quinquennio del 2000: gli Artension, autori di pregevoli dischi nella decade che va dal ’95 fino al ’04, anno di pubblicazione dell’ultima fatica in studio “Future World”. E’ esattamente da quel punto che Roger Staffelbach (chitarra), Steve Di Giorgio (basso) e John West (Vocals) ripartono, con due nuovi compagni che identifichiamo nel tastierista Mystheria, in sostituzione del genio Kuprij, e in John Macaluso, qui dietro i tamburi al posto del mostro Terrana. Ancora una formazione a cinque stelle quindi, anche qui capace di dividersi in maniera bilanciata tra tecnica e melodia, tra mero sfoggio di abilità e la voglia di intrattenere l’ascoltatore con motivi più orecchiabili. L’opener “2012” ci mostra proprio il perfetto bilanciamento dei due volti degli Artlantica: le melodie di un West inaspettatamente impegnato su tonalità più roche ed aggressive si fondono con sorprendente agilità con le costruzioni baroccamente complesse di chitarra e tastiera. I riff portanti, granitici e funzionali sono le pietre angolari su cui forgiare per i vari pezzi una base solida e fruibile, mentre alle lunghe sezioni soliste viene sempre lasciato il compito di rompere gli schemi, lasciando campo libero alle interpretazioni soliste di Mysteria e Staffelbach. La varietà stilistica non è mai stato il forte della scena neoclassica anni ’90, né tanto meno degli Artension, e il discorso grosso modo vale anche qua: se anche alcuni episodi cercano di elevarsi dalla massa cercando una propria identità, infatti, il grosso dei brani risulta al contrario un po’ troppo uniforme per strapparci qualcosa in più del voto che vedete in calce. Vogliamo comunque segnalare, come perle più brillanti in un contesto comunque sfavillante, la sorprendente strumentale “Return Of The Pharaoh Pt III”, dove avvertiamo appieno la bravura dei singoli, e la buona ballad “Ode To My Angel” che evita le solite pompose e noiose melodie da power ballad stazionando invece in un più raffinato contesto pianistico che ci piace molto e che sa di alcuni vecchi Savatage. Anche se l’effetto finale è quello di un ipotetico nuovo disco degli Artension, band che ci piaceva molto ai tempi, qualche spunto di novità negli Artlantica lo troviamo, e risiede a nostro giudizio in una più varia interpretazione da parte di West. Se questa cosa piacerà o meno, è lasciato al gusto personale di ciascuno di voi; d’altro canto la scelta del singer di abbassare i toni ed ampliare invece il range timbrico su cui esibirsi ci è piaciuta, e ci mostra una visione dal taglio un po’ più moderno su una scena che per forza di cose è rimasta bloccata a più di un decennio fa. Non sappiamo ora valutare la effettiva longevità di questo supergruppo, ma possiamo certo dare ad “Across The Seven Seas” il riconoscimento che si è guadagnato, consigliandolo a tutti coloro che bazzicano spesso queste sonorità.

TRACKLIST

  1. 2012
  2. Devout
  3. Across The Seven Seas
  4. You're Still Away
  5. Ode To My Angel
  6. Fight For The Light
  7. Demon In My Mind
  8. Return Of The Pharaoh Pt.3
  9. Heresy
  10. Nightmare Life
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