AS BRIGHT AS THE STARS – Celestial Ascension

Pubblicato il 31/07/2026 da
voto
6.5

Gli As Bright As The Stars sono la one-mand band di H. Bangoen, polistrumentista originario della provincia indonesiana di Giava orientale ed attivo con molte realtà locali dedite a forme differenti di metal estremo, tra le quali spicca la sua ultima creatura in ordine temporale, i Dusk In Silence, autori cinque anni fa di un buon album di post-black metal atmosferico.
Pur essendo stato concepito nel 2019, il progetto As Bright As The Stars ha all’attivo solamente un singolo e uno split con i connazionali Lament, per arrivare solo ora al disco di debutto, “Celestial Ascension”.

Il musicista asiatico, che con altre band si era avvicinato al death metal e al grindcore, prosegue in questo caso, invece, sulla strada di un post-black metal atmosferico in cui lo shoegaze riveste un ruolo fondamentale, e che ha negli Alcest più che un punto di riferimento: chitarre sature e piene di riverbero creano atmosfere avvolgenti, diluite in lunghe parti strumentali, mentre la voce, sia essa pulita o in screaming, si trova purtroppo sepolta nel mix sotto diversi strati sonori.
Del gruppo di Neige, gli As Bright As The Stars sembrano aver accolto principalmente la dimensione più eterea, tanto che anche i blast-beat e le distorsioni, disseminati in un contesto fortemente emotivo, non hanno nessun tratto minaccioso e, anzi, contribuiscono a veicolare un messaggio catartico.
In brani come “A Lost Shadow” e “Crystal Light”, a prevalere sono le pulsioni shoegaze in grado di rafforzare una quiete rassicurante, mentre in altri episodi, ad esempio “Twilight Grey” e “Void Of Light”, emerge un riffing più robusto che ricorda il post-metal dei Long Distance Calling, mantenendo un’uniformità di atmosfere che rappresenta, però, il limite principale dell’opera.

“Celestial Ascension” si muove nell’ambito di un post-black metal piuttosto canonico e fedele ai dettami del genere, seppur ben suonato e sostenuto da una produzione cristallina, con una forte enfasi su suoni di chitarra puliti e sognanti.
Un contorno vocale più netto e un ricorso a qualche sonorità più oscura avrebbero garantito probabilmente un maggior equilibrio: in questo modo invece i vari episodi possiedono sì l’intensità necessaria per risultare piacevoli ma, allo stesso tempo, non sembrano avere le qualità distintive necessarie per emergere in modo netto tra le uscite del genere.

 

TRACKLIST

  1. A Lost Shadow
  2. Twilight Grey
  3. Void Of Light
  4. Untouched
  5. Eyes Of Dawn
  6. Crystal Light
  7. Celestial Ascension
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