ASH BORER – Cold Of Ages

Pubblicato il 23/08/2012 da
voto
6.5
  • Band: ASH BORER
  • Durata: 00:58:07
  • Disponibile dal: 14/08/2012
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

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Dal tenebroso North West arrivano anche questi post-blackster chiamati Ash Borer, che ci avevano ammaliati con un debutto convincente ed onesto. “Cold Of Ages”, loro seconda fatica, stavolta ce li riconsegna sul catafalco della possente Profound Lore, e per la prima volta nella loro carriera la musica dei Nostri vede la luce su supporto digitale. Il debutto omonimo della band era un prodotto notevole, in quanto ci mostrava una formazione ancora intenta a cercare una direzione e dunque poco timorosa di mettersi in gioco. Il loro giocherellare liberamente tanto con il black metal quanto con il noise e il post-rock aveva, forse inavvertitamente, creato una sintesi avvincente che riusciva a stregare nella sua irriverenza sperimentale, senza perdere la presa su un assalto black metal tanto necessario, in quel caso, quanto opportuno. “Cold Of Ages”, invece, è un puro e semplice album black metal, la cui componente metal, appunto, domina senza rivali, a volte lasciandosi scappare pure qualche spasmo di vecchio thrash metal di stampo europeo. La confidenza che i Nostri devono aver acquisito con l’avanzare della loro carriera li deve aver indotti a voler comporre e suonare di più, anzichè bighellonare nelle ombre del noise e del minimalismo post-rock come accaduto con il debutto. Ma si sa, se non tutti i mali vengono per nuocere, forse è vero anche il contrario, ovvero che non tutti i miglioramenti portano a risultati positivi. E, in effetti, questo nuovo lavoro, suonatissimo e corposo senza dubbio, ha come perso una delle sue essenze fondatrici, ovvero l’atmosfera, ormai ridotta a mero riempitivo, a classico buco nel ghiaccio esistente solo per riprendere aria prima di una nuova lunghissima immersione in un purissimo, ma tutto sommato tradizionale, abisso di black metal misantropico, registrato oltretutto con un approccio glaciale e veicolatore di suoni sia incolori, e dunque molto negativi, che sterili e privi di mordente. Il minutaggio dei pezzi è rimasto quello degli esordi, lunghissimo, ma ogni traccia è stata fagocitata da un estenuante catenaccio di blast beat a da galoppate black-thrash infinite, carenti sotto l’aspetto comunicativo e, se vogliamo, anche emotivo. A tratti, insomma, il lavoro diventa una bella prova di forza…e di concentrazione. La linealogia rimane comunque senz’altro quella irrinunciabile dei Wolves In The Throne Room e degli Altar Of Plagues, ma queste due band possono ancora vedere il loro scettro di re indiscussi del genere saldamente al sicuro, visto che non hanno mai perso di vista uno dei fondamenti essenziali del genere, ovvero il gusto esaltante per l’atmosfera e l’emotività, cosa che negli Ash Borer sembra stia andando scemando in favore di un tradizionalismo che ormai ha forse detto tutto quello che aveva da dire altrove. Deciso passo indietro.

TRACKLIST

  1. Descended Lamentations
  2. Phantoms
  3. Convict All Flesh
  4. Removed Forms
3 commenti
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