7.5
- Band: ASH PRISON
- Durata: 00:32:43
- Disponibile dal: 22/09/2023
- Etichetta:
- Sentient Ruin
Continua con una nuova band e una nuova pelle la ricerca di Mattia Alagna in territori che definire industrial è sicuramente utile come cappello introduttivo, ma che offrono molto di più in termini di disagio e musica.
Accompagnato qui da Matt Auxier alle chitarra ed elettronica e dal magniloquente basso di J. Thompson (Child Of Night), il cantante italo-californiano fonde a un sound tetragono e devastante alcune delle sue linee vocali più folli e variegate, al servizio di un racconto che si alterna tra follia interiore e alienazione urbana. Industrial, abbiamo detto, e sono infatti innegabili le impronte di Skinny Puppy – soprattutto nell’occasionale vena ‘melodica’ che fa capolino – Godflesh e Scorn; ma c’è anche tanto Giappone, dai G.I.S.M., del cui folle cantante Yokoyama Alagna riprende una certa vena balzana, alla desolazione di “Scorn” (guarda caso…) che si muove in territori da colonna sonora post-apocalittica degni di Chu Ishikawa.
Ci sono bei passaggi elettronici figli di un certo gusto dark/goth anni Ottanta (“Death Reborn”, “No Return”) e in generale i brani sono veloci, immediati e di impatto: una bella cifra di freschezza in un genere che spesso si perde nelle colate laviche senza fine. Tanti elementi insomma già sentiti, ma reinterpretati e amalgamati con gusto, senza rinunciare anche a un certo piglio punk/crust (Amebix su tutti).
Se dovessimo scegliere un solo aggettivo per descrivere questo disco, dovremmo forse ricorrere all’inglese e optare per ‘pummeling’, perché “Future Torn” è un disco martellante, che prende a pugni in faccia l’ascoltatore per una buona mezz’ora, lasciandolo frastornato in una Terra Desolata, alla ricerca (vana) di qualche riferimento o certezza, che però la sclerotica vita moderna sembra sempre più negare.
