7.0
- Band: ASHES OF CHAOS
- Durata: 01:04:52
- Disponibile dal: 30/07/2013
- Etichetta:
- (logic(il)logic)
Debutto per gli Ashes Of Chaos – contrattualizzati dalla nostrana logi(il)logic Records – autori di un lavoro di progressive metal eclettico ed ambizioso. “Eye” è un concept (non originalissimo, a dire il vero) post-apocalittico, in cui il protagonista si trova in un mondo devastato e in perfetta solitudine. In sintesi questa solitudine rischia di portarlo alla pazzia, ma il finale sarà positivo. Come vedete quindi, la trama è più che abusata, ma la musica, invece, risulta più che apprezzabile. I riminesi rilasciano un lavoro dinamico, ricco di influenze e stili diversi, tutti ben amalgamati e interpretati dall’ottima voce di Ciancio. I momenti principali del concept sono ben espressi in musica e sono riconducibili a tre fasi principali: la tensione della prima parte è udibile nella titletrack, le cui atmosfere circensi e da luna park sono in netto contrasto con lo scenario devastato che si presenta al protagonista. Questi stratagemmi stilistici sono azzeccatissimi per rappresentare lo stato di confusione in cui si trova lo sventurato, ma ci pensano le sfuriate black-death a scaraventargli in faccia la dura realtà. La prima parte del lavoro è molto giocata tra parti classicamente prog, altre in stile Opeth (quindi più estreme) e atmosfere tese e fobiche, oppure oscure e quasi impalpabili, come nella splendida “Doom”. Verso la metà del disco si cambia registro: le ambientazioni si fanno più malate e arrivano al parossismo nello psicotico valzer “Atmosfear Pt. 2: Circle Of Madness”. Come scritto all’inizio, il lieto fine è assicurato e il terzo momento del concept porta con sè la luce, la quale sfocia in tutta la sua accecante bellezza nel finale (cantato in italiano) “Rinascita”. Buon esordio per la band romagnola, capace di miscelare in maniera egregia stili di musica così diversi; li aspettiamo con un lavoro ancora più maturo sul versante lirico: musica così ben congegnata merita argomenti più interessanti.
