7.0
- Band: ASHLANDS
- Durata: 00:23:28
- Disponibile dal: 04/01/2025
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Ci sono storie che necessitano di tempo per essere raccontate: quella messa in musica dagli Ashlands trova compimento con il terzo EP della trilogia, a cinque anni dal secondo capitolo; il duo di Foligno ha infatti attraversato le maree di questi anni burrascosi in – quasi – silenzio, lavorando su riff, pattern di batteria e tastiere per dare corpo e anima alle vicende della loro saga dei Viandanti.
Il terzo, omonimo EP vede quindi rinnovato e rafforzato il sodalizio tra il polistrumentista The Wanderer e le vocalità, ora aspre e ora raccolte, di The Vanguard, con l’operato di Davide Costarelli ad arricchire l’ossatura delle tastiere: il risultato sono quasi venticinque minuti in cui il black metal epico à la Caladan Brood incontra l’introspezione boschiva e sognante degli Empyrium – soprattutto nella parte centrale di “At The Shifting Of The Tide” – e i racconti neri e silvestri degli Agalloch, il cui sentore pervade i primi due capitoli della suite “Celephaïs”, mentre la seconda parte di questa vede tiratissime cavalcate black metal istoriate da uno screaming graffiante, sottolineate da una produzione crediamo volutamente polverosa e ruvida.
Questa leggera deviazione musicale appare come un segnale di maturazione della proposta musicale e una buona, nuova strada per il futuro del progetto, al netto di qualche rugginosità nel raccordo tra le varie parti, che ostacola leggermente la fruizione continua dei due lunghi brani dell’EP: vedremo se i Nostri operanno per spezzare la narrazione in sezioni più brevi o se sceglieranno di lavorare di cesello per rendere più fluida la costruzione di canzoni dal minutaggio importante.
Se all’evoluzione musicale aggiungiamo anche quella narrativa – con l’inserimento di una vena dunsaniana (legata ai racconti di H. P. Lovecraft più onirici e fantastici) a colorare di sfumature nuove la musica e l’evocativa copertina – abbiamo tutti gli ingredienti per una ricetta interessante: lasciamo agli Ashlands il proprio tempo per far decantare le loro storie, perchè crediamo che ne varrà la pena.
Nel frattempo, questa prima trilogia or ora conclusasi ci sembra indicata per le fredde giornate di gennaio.
