AT THE DRIVE IN – In•ter A•li•a

Pubblicato il 09/05/2017 da
voto
7.0
  • Band: AT THE DRIVE IN
  • Durata: 00:41:35
  • Disponibile dal: 05/05/2017
  • Etichetta:
  • Rise Records
  • Distributore: Warner Bros

Nella musica come nella vita, le reunion – anche se fatte in buona fede e non per una mera scelta di ripiego, commerciale o affettiva che sia – difficilmente riescono ad essere all’altezza dei bei tempi che furono, scadendo spesso e volentieri nel classico effetto ‘minestra riscaldata’. Se poi l’addio si è consumato all’apice della relazione (con il fenomenale “Relationship Of Command”) e da allora sono passati ben diciassette anni (dando vita successivamente a nuovi rapporti con gli Sparta e i Mars Volta), si capisce come il rischio di delusione per questo tanto inaspettato quanto gradito ritorno sia altissimo. Dopo averne saggiato lo scorso anno la bontà degli intenti e lo stato di forma in sede live – al netto del chitarrista Jim Ward, sostituito all’ultimo da Keeley Davis degli Sparta -, la vera prova del nove è rappresentata da “In•ter A•li•a”, comeback che non tradisce le aspettative ma, altrettanto prevedibilmente, non sfiora nemmeno i livelli del suo illustre predecessore. Dimenticandosi per un attimo di tutto il pregresso, bastano pochi secondi dell’opener “No Wolf Like The Present” per riportare il calendario all’inizio del millennio, come se lo stereo fosse diventato una DeLorean: la timbrica di Cedric trasmette sempre quel senso di urgenza e chiamata alle armi (ed anzi, l’esperienza con i Mars Volta lo ha reso ancora più versatile), Omar Rodriguez-Lopez è il solito acrobata della sei corde (perennemente in bilico tra punk, metal e post-hc), e la sezione ritmica formata da Tony Hajjar e Paul Hinojos contribuisce a mantenere l’equilibrio senza mai rubare la scena ma ritagliandosi i suoi spazi. Se la partenza è buona il proseguo è ancora migliore – sfidiamo chiunque a stare fermo sotto le bordate melodiche delle varie ”Tilting At The Univendor”, “Governed By Contagions” e “Incurably Innocent” -, ma la familiarità immediata con i pezzi, se da un lato è portatrice di entusiasmo contagioso e riporta i trentenni di oggi a tempi più spensierati, dall’altro ci fa pensare in alcuni passaggi di trovarci di fronte alla cover band di sé stessi (anche se alla fine l’aspettativa inconscia di molti era proprio quella di sentire un “Relationship Of Command – Part 2”). Detto che il lato B della tracklist esce un po’ dagli schemi – rallentando i ritmi con le più melodicamente intense “Call Broken Arrow” e “Ghost-Tape No.9”, ed abbassando leggermente il livello con “Holtzclaw” e “Torrentially Cutshaw”, prima dei botti finali di “Hostage Stamps” -, possiamo definire “In•ter A•li•a” come un buon album di ritorno (verosmilmente il massimo ottenibile dopo tutti questi anni, e comunque in grado di non sfigurare in sede live), il cui unico limite è quello di doversi confrontare con il peso della storia.

TRACKLIST

  1. No Wolf Like The Present
  2. Continuum
  3. Tilting At The Univendor
  4. Governed By Contagions
  5. Pendulum In A Peasant Dress
  6. Incurably Innocent
  7. Call Broken Arrow
  8. Holtzclaw
  9. Torrentially Cutshaw
  10. Ghost-Tape No.9
  11. Hostage Stamps
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