ATARAXIE – Le Déclin

Pubblicato il 22/10/2024 da
voto
8.0
  • Band: ATARAXIE
  • Durata: 01:21:29
  • Disponibile dal: 25/10/2024
  • Etichetta:
  • Ardua Music
  • Weird Truth Productions

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È un tono allegro e scanzonato, contagioso, a contraddistinguere questo nuovo disco dei francesi Ataraxie. No, scherziamo, siamo proprio sul fronte opposto, immersi fino alla mandibola nel nero pessimismo e in una negatività impenetrabile e ottenebrante. Un nome, una garanzia, si direbbe: perché i transalpini ce l’hanno sempre detto chiaramente, che con loro di sorridere non se ne parla e se si desidera un ascolto solare, è meglio rivolgersi altrove. D’altronde, il titolo del loro quarto album – “Le Déclin” – fornisce già qualche sospetto sui contenuti.
C’è dispiacere (e tanto) sincero un po’ per tutto, una desolazione e un rancore che si attaccano addosso, alla maniera che solo certa scena francese devota al funeral e death-doom sa trasmettere: un periglio che si concretizza attraverso composizioni lunghissime (quattro, come da abitudine della casa), dal tono rabbiosamente lacrimevole, una specie di isterica tristezza che rimane rigorosa nel perseguire i generi sopra menzionati, eppure sa espandersi smisuratamente all’interno degli stessi.
I raffronti più prossimi sono, come di consuetudine, con i connazionali Funeralium e Mourning Dawn, in seconda battuta con l’estremizzazione della ‘triade Peaceville’ del gothic-doom e, per un parziale alone di nero romanticismo avvertibile a intermittenza, gli Evoken nelle loro parvenze meno death metal. Se dal punto di vista evolutivo, gli Ataraxie non rappresentano sicuramente una realtà che punta all’avanguardia, all’esplorazione di ‘nuove’ sonorità, dal lato strettamente compositivo questi torvi esponenti dell’extreme metal transalpino fanno, immancabilmente, centro pieno.
Come per i citati Funeralium e Mourning Dawn, ad esaltare gli affezionati di funeral doom e dintorni sono la profondità delle emozioni evocate, il tono luttuoso così spesso che si spande fisicamente nella stanza, la sensazione che tutto questo essere dimessi, incupiti, impazziti di malevolenza siano una reale trasmissione di proprie intime sensazioni, non una posa ad effetto.
All’interno di un quadro stilistico e concettuale ferreo, gli Ataraxie si dimostrano liberi e per nulla velleitari nel costruire le loro storie buie, sordide fino al parossismo. Stupendi i nerissimi arpeggiati, spesso accompagnati da un cantato, meglio, un recitato in lingua madre decisamente toccante: depravati e selvaggi gli stacchi death metal, talvolta più rigorosi e densi, in altri casi sporchi, selvaggi, primordiali. Ma più che le singole soluzioni, i segmenti di brano, sono le costruzioni musicali nella loro interezza a colpire duro, manifestando puro ardore metallico vecchia scuola e sensibilità per toccare le corde emozionali più distorte e frustrate dei nostri animi.
Musica per adepti, quella degli Ataraxie, che si contorce, divora, attacca e sevizia, ma sa anche dondolare lenta fino allo sfinimento, per fare meglio attecchire la propria magnifica morbosità: le tre chitarre sono un muro di suono tanto invalicabile quanto sfaccettato, i ritmi sono insospettabilmente fantasiosi, in raffronto al rigore tradizionalista messo in mostra. Ed il cantato, infine, sa veicolare astio con somma efficacia.
Viene difficile chiedere altro a un disco simile, che si presenta con il chiaro intento di affossarci, farci crollare, marcire perdutamente, e ci riesce appieno. Possono essere le fangosità praticamente sludge dei primi, asfissianti, minuti di “Glory Of Ignominy”, oppure le rasoiate della già anticipata “Vomisseurs de vide”, ed il risultato è sempre il medesimo: il disfacimento corporeo e mentale completo. Perfetti nel loro nerissimo alveo, come e più di sempre.

 

TRACKLIST

  1. Le Déclin
  2. Vomisseurs De Vide
  3. Glory Of Ignominy
  4. The Collapse
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