ATHLANTIS – Chapter IV

Pubblicato il 16/07/2017 da
voto
6.0
  • Band: ATHLANTIS
  • Durata: 00:45:07
  • Disponibile dal: 11/03/2017
  • Etichetta:
  • Diamond Productions

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Nati praticamente come costola dei Mastercastle, gli Athlantis di Steve Vawamas arrivano alla terza prova in studio con questo “Chapter IV”, a ben cinque anni dal precedente lavoro. Anche stavolta una formazione rinnovata che vede Francesco La Rosa degli Extrema dietro alle pelli e Alessio Calandriello dietro al microfono, mentre alle chitarre troviamo il vecchio compagno di viaggio Pier Gonella (anch’egli nei Mastercastle) e il nuovo arrivato Gianfranco Puggioni. Con un mix di musicisti assortiti in questo modo, nonostante diversi problemi che lo affliggono, “Chapter IV” è tutto sommato un disco discreto: variamo infatti da canzoni che sono delle classiche tirate power stile anni Novanta a pezzi più rallentati caratterizzati da grandi assoli e partecipazioni di tutto rilievo, come quella di Roberto Tiranti su “Master Of My Fate”. Purtroppo non ci è dato sapere quali siano le altre ospitate, ma ciò che è certo è che gli Athlantis colpiscono dove vogliono, con un power/heavy dalle tinte oscure caratterizzato principalmente dal lavoro delle chitarre che mescolano riff e assoli. Ciò che infastidisce purtroppo è il missaggio: ci sono dei punti, specialmente sui pezzi più veloci, dove sembra che la batteria copra qualunque cosa, mentre la voce spesso non riesce a risaltare come dovrebbe su un disco power metal. I suoni generalmente non sono molto puliti per tutti i quarantacinque minuti di album, tant’è che pezzi come “The Final Scream” sono abbastanza ostici da reggere fino alla fine. Questo purtroppo toglie al lavoro quella ‘botta’ che probabilmente avrebbe potuto dargli una marcia in più. Addirittura si ha come l’impressione che le ritmiche si ripetano e annoino, ma è proprio perché la produzione non è buona che si ha questa sensazione. Mettete su un pezzo come “Ronin”, provate a pensarlo con dei suoni più appropriati e vi renderete conto di come la maggior parte del disco sia penalizzata proprio da questo: la canzone, di per sé, non è affatto male, ma viene affossata dal tipo di suono che le viene dato in fase di mastering. In ogni caso, a parte la canzone sopracitata, sono pochi i pezzi che ci fanno veramente saltare dalla sedia: l’album sa inevitabilmente di ‘vecchio’, orientato com’è al power anni Novanta, ma le buone idee non mancano tra un riff roccioso e un acuto sui ritornelli, per non parlare del sopracitato intreccio tra chitarra ritmica e solista. Un lavoro di questo livello, nonostante dobbiamo considerare i musicisti che ci hanno lavorato dietro, fa pensare agli Athlantis esattamente per quello che sono: un side-project di buona fattura, ma niente più. Chissà, forse con una produzione migliore questo disco sarebbe stato una piacevole sorpresa, ma, penalizzato com’è dai problemi sopracitati, resta inevitabilmente nel grande calderone dell’underground power italiano.

TRACKLIST

  1. The Terror Begins
  2. Master Of My Fate
  3. Ronin
  4. Our Life
  5. The Endless Road
  6. Crock Of Moud
  7. Face Your Destiny
  8. Just Fantasy
  9. Reset
  10. The Final Scream
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