ATLANTIS CHRONICLES – Ten Miles Underwater

Pubblicato il 14/05/2013 da
voto
7.5
  • Band: ATLANTIS CHRONICLES
  • Durata: 00:49:20
  • Disponibile dal: 12/03/2013
  • Etichetta: Coroner Records
  • Distributore: Masterpiece

Un’immersione di dieci miglia sott’acqua, spaventose creature e miti dimenticati. 932 metri in profondità, questa la distanza percorsa in un sommergibile sferico da parte di William Beebe, eroe di questa storia, protagonista assoluto di questo “Ten Miles Underwater”, disco d’esordio per gli ex-Abyss, ora Atlantis Chronicles. Progressive deathcore ad altissimi livelli, quello che viene presentato nelle dodici tracce di questo concept, e da Nonsuch Island, 1934, scendiamo piano piano, con la battisfera, nelle profondità abissali in cui gli Atlantis Chronicles ci vogliono condurre. L’intreccio barocco di chitarre di “Echoes Of Silence” è un ottimo momento di realizzazione del progetto di “Ten Miles Underwater”: combinare irruenza deathcore e tecnicismo progressive, intricandolo di riffoni e ritmiche djent. “Thousands Carybdea” è un altro esempio di chitarre che si abbracciano, per poi trasformarsi in riff e sincopi ritmiche all’unisono, basso e batteria precisissimi, e una voce che ci suggerisce le prime suggestioni allucinate del grande esploratore marino. Il deathcore non si ferma alla sua brutalità più mera ma è condito con ottimo gusto da melodie accattivanti e ritmiche serrate e ricercate, pur rimanendo incisive e potenti. La claustrofobia e la pressione altissima causano disagi mentali al protagonista che, piano piano, comincia a perdere l’equilibrio mentale man mano che si spinge sempre più nelle profondità abissali, portandolo a confondere realtà e allucinazione. Il disco riesce a trasmettere quel senso di oppressione, senza deviare dalle coordinate musicali descritte, eppure mantenendo un discreto livello di qualità in tutte le tracce del disco. E con la perdita delle facoltà razionali sorgono anche le domande esistenziali nella mente di Beebe. La sognante eppur misteriosa “L’Ivresse Des Profondeurs” introduce la seconda parte del disco con la riuscitissima “Architeuthis Dux”, una delle bordate più forti di questo LP.  “Tales Of Atlantis” non è da meno: strutture impervie, numerosi cambi, un tapping di basso protagonista di un breve passaggio di fino, batteria potentissima. In “Stomias Boa” sembra quasi di sentire i Dillinger Escape Plan per l’entrata ruvida e diretta. Con l’ultima traccia “William Beebe”, totalmente strumentale, rimaniamo ancora una volta colpiti dalla tecnica e dal gusto dei francesi nell’affiancare una parte acustica quasi da flamenco in un giro caleidoscopico di blastbeat e riff velocissimi, che sfumano tutti nei rumori, finali, dell’abisso. “I’ve become aware of my fate” dice Beebe, con respiro affannato. E un docile eppur inquietante pianoforte chiude questa discesa oceanica. Certo che qui non siamo di fronte ad un’innovazione radicale di un genere, ma il tocco d’ingegno e la passione con cui questi ragazzi hanno portato in scena quest’avventura è degna di nota. Un plauso sentito alla nostra Coroner che si è aggiudicata questo piccolo grande album.

TRACKLIST

  1. Enter The Bathysphere
  2. ..And Embrace The Abyss
  3. Echoes Of Silence
  4. Thousands Carybdea
  5. Homocene
  6. Ten Miles Underwater
  7. L’Ivresse Des Profondeurs
  8. Architeuthis Dux
  9. Tales Of Atlantis
  10. Stomias Boa
  11. Behold Kraken
  12. William Beebe
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