ATOMA – Skylight

Pubblicato il 17/05/2012 da
voto
7.5
  • Band: ATOMA
  • Durata: 00:53:58
  • Disponibile dal: 17/04/2012
  • Etichetta:
  • Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

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Avviso ai signori viaggiatori: vi consigliamo di allacciare le cinture di sicurezza, alzare il volume del vostro lettore ad un livello ottimale e di porre i sedili in posizione orizzontale; l’ascolto di questo album potrebbe farvi perdere il senso del tempo e dello spazio, vi invitiamo pertanto a chiudere gli occhi e ad immergervi in questa ora di buona musica, lasciando viaggiare la vostra mente in totale assenza di gravità. Ora torniamo per qualche secondo sulla terra. Forse soltanto qualche accanito appassionato della scena underground, e in particolar modo di doom, si ricorderà di un gruppo come gli Slumber, autori nel 2004 di un solo album (“Fallout”), che nel suo genere aveva ricevuto buoni responsi dalla stampa specializzata. Ebbene, oggi, a otto anni di distanza, tre membri di quella band – Ehsan Kalantarpour (voce/synth), Markus Hill (chitarra) e Siavosh Bigonah (basso) – hanno deciso di dare vita a questa nuova e completamente diversa, musicalmente parlando, formazione. “Skylight” è il primo full-length degli Atoma e, anche se forse vi sembrerà un po’ azzardato affermarlo soltanto ora, con ogni probabilità si rivelerà uno dei migliori debutti del 2012. Nel difficile, e talvolta persino ingrato compito, di cercare di descrivere in poche incisive righe il suono di un disco, si deve partire necessariamente dal genere in questione, che in questo caso è un post “space” rock/metal (poco) arricchito con dosi massicce di campionature elettroniche e synth vari. Per non andare a pescare nomi troppo underground e sconosciuti ai più, potremmo paragonare la proposta di questo quartetto a quanto di buono fatto da gente come Bjork, Mogwai, God Is An Astronaut e al limite anche Godspeed You! Black Emperor. Singolare e azzeccata, poi, è la scelta di inserire parti vocali caratterizzate più che da un vero e proprio cantanto, da vocalizzi, cori, e vocals effettate e filtrate per ridurre ai minimi termini il fattore “umano”, trasformando così le voci in una sorta di elemento complementare, indispensabile alla creazione di un unico strumento, che è poi il sound di questa band. Molto interessante, e assolutamente coerente sia con la musica espressa che con l’artwork, è il concept di questo disco (e qua ci ricolleghiamo anche all’incipit di questa recensione): in uno scenario futuristico (e apocalittico) la terra è divenuta un luogo ostile per l’uomo e un gruppo di astronauti è alla ricerca di un nuovo pianeta più ospitale e vivibile di quello di origine. “Skylight” diviene quindi una sorta di colonna sonora di questo viaggio nel cosmo, tra atmosfere eteree, sognanti e rarefatte, oltre a un susseguirsi ipnotico e intrigante di atmosfere chiaro/scure. Ciò che maggiormente ci ha colpito di questo platter è la cura dei particolari, l’intelligenza e la maturità del songwriting che, sebbene ci offra un lotto di pezzi abbastanza omogenei e forse per qualcuno troppo simili tra di loro, ha fatto venire alla luce brani di pregevole fattura come ad esempio la title track o “Atoma”, che sono brani praticamente progressive-rock brillanti e gaudenti di una buona dose di riconoscibilità. Poi c’è “Rainmen”, che con il suo incedere costante e paranoico ha finito per ricordarci certe cose degli islandesi Sigur Rós, con questo cantato in falsetto così delicato e al contempo incisivo. L’ascolto di questo album è dunque caldamente consigliato sì agli amanti delle sonorità descritte, ma è anche un ottimo disco “da sottofondo”, ideale, ad esempio, durante la lettura di un buon libro, magari proprio fantascientifico. Allo stesso tempo, però, “Skylight” riesce ad essere sorprendente e affascinante, ricco di particolari da scoprire e, una volta entrati nel “mood” spaziale, difficilmente riuscirete a separarvene. Non lasciatevelo sfuggire.

TRACKLIST

  1. Atoma
  2. Skylight
  3. Hole In The Sky
  4. Highway
  5. Bermuda Riveira
  6. Resonance
  7. Solaris
  8. Rainmen
  9. Saturn And I
  10. Cloud Nine
3 commenti
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