7.0
- Band: ATONE
- Durata: 00:58:16
- Disponibile dal: 06/03/2026
- Etichetta:
- Meuse Music Records
Non sono molte le informazioni reperibili in rete riguardo gli Atone: si tratta di un quartetto nato a Lisbona nel 2024, formato da musicisiti con qualche trascorso in gruppi locali, che si fanno chiamare Maze (Alfredo Cassis, voce), Flame (Vitor Machado, batteria), Ashen (Emanuel Henriques, chitarra solista e tastiere) e V.S (Vasco Troni, chitarra ritmica), e che arrivano ora al debutto su Meuse Music Records con “Rebirth In Despair”, in realtà già pubblicato in formato digitale nel settembre 2025.
L’ambito entro il quale i lusitani si muovono è quello di un death-doom metal con inclinazioni funeral, che vede il suo punto di forza in un’accessibilità decisamente superiore rispetto alla media del genere, senza per questo rinunciare alla pesantezza musicale ed emotiva necessaria.
Brani che viaggiano per dieci o più minuti su velocità ridotte, con pochi strappi e totale assenza di ritornelli, una voce in growl/scream che si confonde con il tessuto sonoro ed un muro di basso e batteria: tutto piuttosto prevedibile, tanto che l’unica peculiarità è da ricercare nell’utilizzo di un organo a rendere ancor più decadenti alcuni passaggi di brani come “Eidolon’s Remnant” e la title-track, ma, seppur sempre legato a modelli già noti, “Rebirth In Despair” non delude in virtù del suo approccio viscerale.
I punti di riferimento sono facilmente individuabili in band quali Evoken, Shape Of Despair ed anche Woebegone Obscured, con i quali hanno in comune qualche lieve deriva black: da questi porti sicuri non ci si sposta, ma è innegabile come i portoghesi conoscano bene la materia e siano in grado di scrivere pezzi compatti e scorrevoli, tra i quali l’esempio migliore è “Living Ghosts In The Shattered Dome”, una lunga litania dal passo cadenzato in cui le chitarre sono sostenute da melodie di tastiera e che esprime con forza tutta la claustrofobica profondità di questa musica.
L’obiettivo degli Atone non è evidentemente quello di riscrivere i canoni del death-doom metal, quanto quello di darne un’interpretazione moderna ed al passo con i tempi: probabilmente non è ancora sufficiente per emergere nella marea di uscite simili, ma, in attesa di una maggiore intraprendenza, “Rebirth In Despair” è un esordio solido con un’identità già delineata.
