ATREYU – Lead Sails Paper Anchor

Pubblicato il 28/08/2007 da
voto
8.0
  • Band: ATREYU
  • Durata: 00:40:27
  • Disponibile dal: 28/08/2007
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Come tutti sanno, gli Atreyu di “Bleeding Mascara” sono passati a miglior vita dopo “The Curse”, per una gravissima intossicazione da inchiostro verde dollaro: la loro seconda incarnazione, che a sorpresa ha firmato per Roadrunner Records pubblicando questo “Lead Sails Paper Anchor”, è protagonista di una mistura debitrice in ugual modo ad Avenged Sevenfold, Papa Roach, Good Charlotte e Bon Jovi, il tutto filtrato con la matrice metalcore che ha segnato l’evoluzione della seminale formazione di O.C. (perché i ragazzi sono stati davvero tra i precursori dell’intasato movimento). E’ oramai empirico (dopo la mutazione degli Eighteen Visions) come la lacca utilizzata per le zazzere più estreme determini una contaminazione da street/glam metal: l’intero album infatti è farcito da melodie corali e assoli funambolici che ‘Big’ Dan J., bandana in testa, dedica in serie al suo maestro degli Eighties – e le guest vocals del bel Josh Todd dei Buckcherry in “Blow” non fanno che rincarare la dose. Se “Honor” è il brano più schematicamente hardcore, le potenzialità più scandalosamente commerciali emergono nell’obbligatorio singolo “Falling Down” e nel suo hook assassino. L’epica “Two Become One” mostra l’insperata versatilità delle corde vocali di Varkatzas (spingendosi in territori vicini agli A7X) e il lato più heavy della band; “Lose It” fa affiorare tutti i cliché dell’emo più singhiozzante e dello screamo più heavy e strozzato e, come se non bastasse, la title-track chiude con una ballatona in steel guitar innevata e natalizia. Gli Atreyu hanno aumentato il bacino d’utenza proporzionalmente al loro variopinto merchandising, ma hanno anche spiccato il volo dall’incerto “A Death-Grip On Yesterday”, maturando un songwriting splendente, personale, stiloso e attraente, seppur sfacciatamente commerciale e americano. La chiave di lettura: il segreto per non perdere un disco mostruosamente accattivante.

TRACKLIST

  1. Doomsday
  2. Honor
  3. Falling Down
  4. Becoming The Bull
  5. Lose It
  6. Two Becomes One
  7. No One Cares
  8. Can't Happen Here
  9. Slow Burn
  10. Blow
  11. Lead Sails (And A Paper Anchor)
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